Francesco Farabegoli

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Vivo alla periferia di Cesena, un pezzo di Romagna talmente integralista e DIY che tutti quanti qui pensano che l’unica persona al mondo in grado di fare la piadina sia la propria madre. Prendo nome e cognome dal mio nonno paterno, una persona che non ho mai conosciuto. Vengo sovente scambiato -per motivi a me ignoti- per un cineblogger bresciano. Ho un normalissimo lavoro da impiegato, ed essendo laureato in scienze politiche non faccio alcun uso della mia laurea. Detesto le grandi città. Scrivo di musica da molto più tempo di quanto la vergogna mi permetta di ricordare. Alterno con qualche farraginoso articolo sul nulla per riviste di moda e cose simili. Se pensate che la mia prosa faccia schifo dovreste leggere l’unica poesia che abbia mai scritto. Per dare un senso alla mia attività di critico ho deciso di adottare una scala di valori proto-punk, secondo la quale il rock’n'roll non è ancora morto -anche se ci è andato vicino il 13 luglio 1996 per overdose d’eroina. Bevo troppo. Sono passato in tempi relativamente recenti a Macintosh, ma ho già perso quasi tutta l’insopportabile arroganza dei tardoconvertiti. Porto un paio di occhiali da scemo, e ho avuto l’ardire di ricomprarli identici dopo averli persi vomitando da un’auto in corsa dopo un party. Ho trent’anni e sei blog. Mia madre, la principale trendsetter del mio peso corporeo, è l’unica persona al mondo in grado di fare la piadina. La foto è stata scattata all’ipercoop di Ravenna, non ho acquistato nè rubato il DVD che avevo in mano.

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