
Ehi. Ehi, pss, dico a te. Ciao. Scusa se sussurro, eh. Sono Cupido. Sì, nonostante il sigaro. E i baffi. Il pannolone però non mente, no?
Volevo presentarti un’amica. Si chiama Emma. Emma-Lee. Ma puoi chiamarla Emmy-La-Grande. Cantautrice folk-pop dai testi tanto brillanti quanto pieni di sventure (aborti, incidenti d’auto, decessi, etc), autrice di uno dei migliori esordi del 2008. Sì, ne avevamo già parlato, ricordi? Abbiamo scritto del suo delizioso album First Love poco tempo fa, con tanto di link a tre suoi video. E sì, l’avevi già vista: l’avevamo intervistata, e ne avevamo segnalato intervista e tre canzoni dal vivo per Bandstand Buskin.
Cosa vuol dire “e allora”? Scusa, sono Cupido o no? Sì, sì, il pannolone. Ecco, allora, sta arrivando l’estate (anche se non sembra), e non mi piace vederti così da solo. Quindi, aspetta… tié, tranquillo, non fa male, niente più arco, ti mando una freccia su Facebook, sì, il nuovo millennio, meno cruento, lo so… fatto. Cinque minuti e dovresti essere cotto di lei. A questo punto vorrai sapere ogni cosa che la riguardi, ed ecco perché questa pagina.
Potresti cominciare, fammi pensare… dal video (una specie di compendio dell’estetica twee) di una vecchia canzone, Gabriel, una delle preferite dai fan, esclusa dall’album. Poi che ne pensi di una Black Cab Session in cui suona Two Steps Forward? Di una stupenda performance di City Song dal vivo, in tre su sfondo nero con l’impressione che suonino davanti a te (e solo per te)? Di un’intera esibizione da camera (letteralmente), voce e chitarra, per Clash Music?
Vorresti saperne qualcosa di più su di lei? Altre interviste? Come vuoi. Ce n’è una molto bella, con domande (e risposte) molto poco convenzionali, su Forfolkssake, da cui si può scoprire, per esempio, che una della poche canzoni realmente autobiografiche è We Almost Had A Baby (urca). Non ti va di legg… ok. Ascoltare? Voilà, il podcast di Music Weekly, puntata d’inizio dicembre 2008, direttamente dal sito del Guardian. Ospiti lei e Robert Wyatt.
Preferiresti vederla? Come darti torto, certo. Guarda, ci sono un’intervista informale, su un divano (sospiri? Buon segno!) intervallata dal suo video ed una decisamente particolare, nel retro di un van con la band in pieno Surfstock, che potrebbero interessarti. Ma secondo me preferiresti vederla parlare a ruota libera su Uncensored Interviews.
Altro? Altro. Ecco qua, Hold On e Paper Trails (entrambe fuori da ogni album), da Last.fm. Deliziose, soprattutto la prima. Oppure City Song, l’inno antifolk Edward Is Deadward o la classicissima, quasi scontata (ma come potrei resistere?) We Almost Had A Baby, dalla Hype Machine (dove in sostanza si può ascoltare qualsiasi sua canzone) E andrei avanti, ma scommetto che sei già cotto. Facciamo così: ti saluto con la sua cover di Where is my mind (è un mp3, prendi, prendi), e ci vediamo il 19 maggio a La Casa 139, a Milano.
Vedi di esserci, avrai concorrenza, è l’unica data in Italia (in esclusiva nazionale per i nostri Vitaminic Days). E poi da quando ho Facebook ho smesso di puntare una persona per volta, mando frecce a gruppi di cinquanta, qualcosa di buono uscirà fuori. No, non posso mettere una buona parola per te. Lo so, lo so, mi dispiace. Dai, davvero, lascia il pannolone, dovrei andare. E animo, ci vediamo il 19. Se va bene è amore, se va male sarà un concerto di cui innamorarsi.