Low: Magazzini Generali, Milano (28/11/2011)


Foto: Kirstie Shanley – Juicyrain
Dici che non è importante, sussurri le parole che hai scritto negli ultimi giorni, rileggi -ormai senza voce, senza crederci più di tanto- quello che dovrebbe essere l’inizio, la prima frase ma “No, come inizi non conta”. L’importante è andare avanti, restare in piedi, insistere, costruire la tensione verso l’ultima pagina. Aggrapparsi alla seconda riga, la seconda strofa, la seconda canzone e poi scendere senza fermarsi, verso il punto. “No, come inizi non conta”. Invece loro sono così. Tempo di trovare posto sul palco -senza dire niente (che non serve, no. A loro no)- infilano Lazy e Lullaby e si prendono tutto. Si prendono tutti. A quel punto ogni pezzo diventa una scure violentissima su quello che rimane dei nostri cuori. A quel punto fa malissimo, a prescindere, ogni singolo sospiro di Alan Sparhawk, e la voce e le carezze delle spazzole di Mimi Parker sui suoi quattro pezzi di batteria e le chitarre e. Fino alla chiusura. Vicinissimi, stretti là dove fa più male. Chini sulla cassa come due raver d’altri tempi, con gli occhi chiusi, nella ricerca di un ultimo battito sottile. Definitivo. Necessario. Mentre alle nostre spalle il sole restituisce alle montagne agli alberi al cielo i colori del giorno, un nuovo domani, e sai che “tutto quello che possiamo fare è tentare di lottare, tutto quello che possiamo fare è tentare di nasconderci”.
Ascolta i Low dal vivo a Washington DC — Continua a leggere



Sotto il tendone gira un gossip, subito dopo la fine del (breve) live dei
Tempo di suoni estivi, tempo di festival. Ogni palco triturato nella macchina di discussioni, foto-ricordo, mirabilia e feticci. E noi siamo qua per peggiorare il morbo, con consapevole e studiata nonchalance. C’è un altro pezzo del puzzle da incastrare, quello che riguarda
Il signor Trenitalia, in combutta con il signor Comune di Lucca, ce l’ha messa tutta per guastarmi il ricordo della serata di Sabato 9 luglio 2011. Ma no, signor Comune di Lucca che ti comporti come se non fossero una quindicina d’anni che esiste il Lucca Summer festival con relativi concerti e relativa gente che arriva e che (soprattutto) riparte. No, signor Trenitalia che organizzi il servizio sostitutivo ignorando la dolorosa verità che un bus non ha la medesima capienza di un treno, no, signor autista di Trenitalia che inveisci contro gente pacifica che vuole solo andare a prendere la sua coincidenza/il suo aereo e sbraiti al telefono facendo finta di chiamare un altro bus. No, tutti voi che ci avete abbandonati a dormire su un marciapiede di Lucca, non ci siete riusciti a guastarmi il ricordo della serata di Sabato 9 luglio 2011.
