Vitaminic.it chiude, ma prima vogliamo salutarvi

Redazione | 20/2/2012

1999-2012Vitaminic.it chiude, ma prima vogliamo salutarvi.

Siamo ripartiti nel 2007 con una nuova direzione, e ci siamo lasciati alle spalle il pionieristico progetto che era stato il “vecchio” Vitaminic. Lo sapete anche voi: ci siamo occupati di vecchie e nuove band, abbiamo ospitato nelle nostre pagine alcuni dei migliori giornalisti/speaker/personaggi del mondo della musica indipendente italiana e ogni tanto abbiamo anche messo insieme qualche serata divertente che ci porteremo nel cuore sempre.

Vitaminic, per anni, è stato uno dei primi pensieri quando mettevamo i piedi fuori dal letto: sentire dischi, recensire dischi, andare ai concerti e raccontarveli, aggiornare il sito e tutte quelle altre cose che si accompagnano alla gestione di una webzine. Abbiamo provato a ricominciare daccapo e creare un nuovo sito e una nuova impresa, ma nell’Italia di questi tempi noi trentenni o ventiqualcosa dobbiamo farci in quattro per stare dietro a tutto, e qualcos’altro ha sempre avuto la meglio.

Potete leggere quello che molti di noi scrivono sulle maggiori riviste e siti italiani, potete continuare ad ascoltarci in radio, seguire i nostri blog e gli altri progetti a cui ognuno di noi ha lavorato in questi ultimi anni. Non vi abbandoniamo quindi, ma è tempo di passare oltre.

Grazie a tutt*. È stato bello, anzi bellissimo.

A presto,

La redazione di Vitaminic.it

Vinci due biglietti per il concerto dei Low

Redazione | 25/11/2011

6a00d8341c630a53ef0147e29e8290970b-800wi

Con lentezza. Una classe impeccabile e un incredibile senso della posizione. Inconfondibili. Giganteschi in ogni loro movimento; intimi e disarmanti nella naturalezza della scrittura e nella profondità dei gesti, Alan Sparhawk, Mimi Parker e Steve Garrington tornano a suonare in Italia dopo una lunga assenza, a pochi mesi dall’uscita di C’Mon. Vitaminic, Vivo e Ja.La mettono in palio due biglietti per il concerto ai Magazzini Generali di Milano, lunedì sera. Vincere è facile. Segui @vitaminic su Twitter, scrivi qual è tuo album dei Low preferito e perché (ricordati di citare @vitaminic nel testo, così sei sicuro che lo leggiamo). Un ricordo, un pensiero, una poesia o una canzone. Cosí, in 140 caratteri. Le due risposte più interessanti verranno premiate. C’è tempo fino a domani mattina alle 10.
— Continua a leggere

Club To Club 11: The Italian New Wave

Redazione | 2/11/2011

twerps
Foto: Jake Walters

Temeva sempre che potesse essere l’ultimo. Ad ogni passaggio da un disco all’altro sentiva premere addosso la paura che si accendessero le luci, che il ritmo secco dell’alba, quella sospensione sorda e magnetica -dentro cui aveva la certezza di essere al sicuro, lontano- e il caldo abbraccio dei corpi circostanti restituissero la sala scura al fastidioso riverbero bianco dei neon, alle voci, gli sguardi spersi, le t-shirt sudate, i bicchieri vuoti e le solitudini di ognuno. Così, aveva desiderato che quella notte non finisse mai, aveva chiesto che nessuno arrivasse a sfiorare l’interruttore della luce, che i dischi potessero suonare per sempre. Per qualche giorno, almeno. “Diglielo -pensava- digli di non fermarsi. Chiedigli di alzare tutto. Testa-voce-volume. Raccontaglielo, se riesci a farti sentire in questo baccano.” Parlagli di un suono che diventa città, e viceversa. Club, teatri, musei, piazze. L’auditorium RAI. I capannoni del Lingotto, nel vuoto che negli anni la Fabbrica si è ritrovata attorno. Addosso. Un vuoto che con gli anni stiamo imparando a riempire. Le finestre del nostro monolocale di Borgo San Paolo, i nostri mille lavori senza domani, il nostro piccolo pezzo di cielo buio. “In Italia sta succedendo qualcosa”, scriveva @mrjamesholden durante il festival dell’anno scorso. Digli di Kode9 che occupa l’Hiroshima Mon Amour con il resto della Hyperdub pressoché al completo. Raccontagli di quando arrivarono in città, tra gli altri, Jeff Mills, Modeselektor, Marcel Dettmann, Alva Noto, Byetone, Theo Parrish, Ben Klock, Apparat Band, Pantha Du Prince, Caribou, Pearson Sound, Zomby, Kuedo, Untold, Lucy, Lone, Egyptrixx, Planningtorock, Giuseppe Ielasi, Giorgio Valletta, Vaghe Stelle con Stargate e A:RA. Di quella volta che ti sei sentito (finalmente) a casa in un quartiere in cui non eri più tornato, restare a piedi sull’erba bagnata vicino al fiume, e regalare la tua felpa ad una ragazza che ti sorrideva battendo i denti, bellissima, sotto la pioggia di novembre. Una mattina di autunno ci ritroveremo a festeggiare a Torino, nella nostra piccola Detroit incastonata tra la nebbia, il Po e le montagne. Senza il timore che ci chiedano di uscire o che arrivi qualcuno (ancora una volta) ad annegare nei neon quel poco che restava della notte. Delle nostre domande. Della nostra città.

Club To Club su Facebook
Guarda il trailer del festival
Sfoglia la pubblicazione di presentazione dell’edizione 2011

Ascolta il mixtape di Giorgio Valletta per Dj Mag — Continua a leggere

RADIO DIO – Speciale ATP Animal Collective pt.2

Redazione | 8/6/2011

cover

Seconda parte del report di Dj Pikkio, inviato sulle coste del Somerset a darci fedele resoconto SWOOSH dell’ATP curato dagli Animal Collective. Quella che segue è la seconda puntata del resoconto di RadioDio. Luci, suoni, sviaggi e paranoia giocosa paurosa. Enjoy!

RADIO DIO – Speciale ATP Animal Collective pt.1

Redazione | 24/5/2011

cover

Per questa incredibile puntata Dj Pikkio è stato inviato in Inghilterra sulle coste del Somerset ad assistere all’All Tomorrow Parties Festival organizzato dagli Animal Collective. Questo è la prima delle tre parti del reportage di RadioDio. Tante riprese dell’evento rese come luci in movimento tese a rappresentare la sviaggioneria vissuta durante i giorni del festival. SWOOSH!

RadioDio – Speciale ATP Animal Collective parte 1 from PikkioMania on Vimeo.

Milanoliberatutti

Redazione | 9/5/2011

Domani alle 19, in piazza Duca D’Aosta. Con Afterhours, Max Casacci & Samuel (Subsonica), Casino Royale, Dente, Marta sui Tubi, Ministri + dj-set di The Electricalz, The Barking Dogs, Tommy Tumble & Todeì, Lele Sacchi & Sandiego, Giuliano Pisapia & Stefano Boeri. Milano libera tutti, insieme liberiamo Milano.

RECORD STORE DAY (motivational speech)

Redazione | 10/4/2011

sj1

Nel 1991 la DGC fece uscire il secondo disco dei Nirvana, un gruppo del nord-ovest degli Stati Uniti il cui esordio Bleach, su Sub Pop, aveva venduto quarantamila copie senza quasi venir promosso dall’etichetta. Gli executive della Geffen li avevano messi sotto contratto con la blanda speranza di vendere un numero di dischi paragonabile a quello di un album dei Sonic Youth, trecentomila copie ad andar bene. Nel giro di pochi mesi il disco finì in cima alle classifiche  e cambiò per sempre il mondo della musica.
Quasi tutte le storie del rock dal ’90 in poi possono essere fatte risalire ai Nirvana. Dopo l’esplosione di Nevermind si aprì una stagione di caccia grossa delle major nel tentativo di tirar fuori dalla morchia del mercato indipendente il nuovo Kurt Cobain (all’inizio sembrava una cosa fattibile). Molte operazioni furono messe in piedi con un briciolo d’incoscienza, sia da parte delle etichette sia da parte dei gruppi (oggi probabilmente si direbbe che qualcuno aveva optato per il LOAL). Non ci volle molto perché il pubblico indie si rompesse le palle di vedere i video dei loro (ex) idoli passare su MTV. I giornalisti iniziarono a chiederlo alle band. Perché avete deciso di passare ad una major? O anche, in certi casi particolarmente bastardi, come giustificate lo sfruttamento industriale del vostro disco e il fatto che vi hanno costretto a forza di calci in culo a suonare un unplugged in un palco addobbato di candele? Le risposte principali erano due. La prima è “l’etichetta ci ha dato totale libertà artistica”, un terribile ritornello pronunciato da quasi tutte le band dell’epoca –con la significativa eccezione, tra le altre cose, dei Nirvana: i loro quattro dischi major (tagliati, riassemblati, remixati, reintitolati e disconosciuti dalla stessa band) rimangono di gran lunga migliori di quasi tutti i dischi major incisi da ex gruppi indie a cui è stata garantita la completa libertà artistica.

sj3
La seconda risposta è quella da cui parte il nostro discorso. “Non lo facciamo per i soldi, lo facciamo per garantire una distribuzione capillare della nostra musica”. Fino alla fine dei novanta, grossomodo, era una cosa che potevi leggere settimanalmente. Poi la musica ha iniziato a circolare DAVVERO ovunque, nelle case di ogni abitante del pianeta, senza alcun problema legato alle frontiere e quasi sempre senza una percentuale per chi l’aveva incisa. Non furono molti i musicisti a dichiararsi estasiati per quello che stava succedendo. Le major e gli indipendenti iniziarono a riorganizzarsi. I dischi potevano essere comprati già da tempo in grande distribuzione, spesso a un prezzo più basso. Fecero il loro ingresso sul mercato i distributori e i venditori per corrispondenza online, alcune vere e proprie multinazionali. Saltò fuori iTunes. Mentre produttori esecutivi, consigli d’amministrazione, analisti di mercato e cani sciolti con l’ADSL a palla hanno continuato per un decennio a mettere insieme opinioni e politiche sul mercato che cambiava, gli esercizi specializzati a gestione casereccia sono diventati una specie in via di estinzione.
Nel 2007 venne fuori un’iniziativa dagli Stati Uniti. Si chiamava Record Store Day e consisteva in una campagna di sensibilizzazione in favore di tutti i negozi di musica indipendente, quelli che in un mondo perfetto venivano chiamati ancora negozi di dischi. Nel giro di quattro anni l’iniziativa è diventata un vero e proprio movimento culturale che coinvolge negozi, artisti, testate giornalistiche e (per quanto possibile) persone che comprano dischi. Una grande occasione che si rinnova di anno in anno. Quest’anno il Record Store Day cade il 16 aprile.

sj2

Noialtri abbiamo –mediamente- un passato di ascoltatori piuttosto lungo. Abbiamo iniziato ad ascoltare i dischi comprandoli nei negozi. Qualcuno ha continuato a comprarne, qualcuno ha smesso e s’è buttato su altre forme, qualcun altro fa tutte e due le cose assieme. Tutti abbiamo un certo numero di aneddoti, opinioni, consigli, sentimenti che riguardano questo argomento. Abbiamo organizzato una specie di rimpatriata che coinvolge noi e i nostri amici: questa settimana vi capiterà di leggere un post dedicato al Record Store Day in molti blog italiani, musicali e non. Ci piacerebbe che la distribuzione fosse quanto più capillare possibile, come i dischi major negli anni novanta. Qualcuno è stato contattato e parteciperà. Speriamo qualcun altro si unisca, nel caso la nostra mail è redazionevitaminic@gmail.com. Su queste pagine vi terremo aggiornati con un resoconto giornaliero di quello che esce.

Buona lettura a tutti.

(le immagini vengono tutte da qui)

I podcast di Vitaminic: RADIO DIO speciale Vangelo

Redazione | 4/4/2011

rdv

Eucarestie shoegaze, confessioni post punk, offerte garage, penitenza garage, resurrezioni baggy, omelie noise, indulgenze brit, annunciazioni psichedeliche, miracoli acid, pellegrinaggi lo-fi….prendete, pregate e divulgate il verbo.
(Dj Pikkio)

playlist:
Intro PIL – Religion ONE \ Beach Boys – God Only Knows
1. Spacemen 3 – Walk With Jesus
2. Vaselines – Jesus Don’t Want Me For A Sunbeam
3. Primal Scream – Come Together (fairly remix)
4. Rottura – Esorcismo
5. Orme – Ad Gloriam
6. Stone Roses – I’m The Resurrection
7. Velvet Underground – I’m Beginning to See The Light
8. Zucchero – Overdose D’amore

Ascolta Radio Dio in streaming

oppure scarica il file mp3.

Vinci due biglietti per l’ABC Festival

Redazione | 11/3/2011

abc

Ok, nel titolo abbiamo un po’ barato, non è davvero un festival. Però la line-up in programma questa sera all’OFF di Modena (Via Morandi 71) si presta alla gag. In ordine alfabetico: A Classic Education, Be Forest e Calorifero. — Continua a leggere

ROMAPOPFEST 2011

Redazione | 9/3/2011

La seconda edizione del capitolino ROMAPOPFEST è alle porte!
Vitaminic vi regala due abbonamenti per il 18 e 19 Marzo. — Continua a leggere

Archivi

wordpress visitors