Film muti, delfini e grossolanità

Francesco Locane | 14/12/2011

theartistAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti all’undicesima puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. In scaletta due film e un trailer per quella che è l’ultima puntata del 2011.

Il primo film in scaletta è stato The Artist, di Michel Hazanavicius, con Jean Dujardin (premiato al Festival di Cannes come miglior attore), Bérénice Bejo e John Goodman. Il film è di per sé una scommessa, visto che racconta l’ascesa e la caduta di un divo del cinema muto a cavallo degli anni ‘20 e ‘30. Il giochino è che il film è muto e girato (più o meno) con lo stile usato un’ottantina abbondante di anni fa. Divertente, senza dubbio. E poi ci siamo innamorati della Bejo…

Potevamo lasciarvi senza trailer? Ma no. Ecco quindi una fucilata di acqua marina dolciastra con L’incredibile storia di Winter il delfino. Monnezze di Natale. No, parliamo di delfini mutilati. Ma come si fa?

Infine abbiamo visto per voi Cambio vita, commediaccia di David Dobkin in cui due amici completamente diversi tra loro (uno è un donnaiolo, vitellone, spiantato, l’altro è un avvocato sposato con prole e successo professionale) si scambiano: uno va nel corpo dell’altro per una settimana. La solita girandola di equivoci, conditi da una chilata di umorismo abbastanza greve. Si ridacchia pure, ogni tanto, ma ci guardiamo bene dal dirvi di andarlo a vedere…

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione@gmail.com, buon anno e a martedì 10 gennaio 2012!

Monsieur Hemingway, ça va?

Francesco Locane | 7/12/2011

midnightinparisAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla decima puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. In scaletta due film e un trailer.

La citazione dall’immortale “Hemingway” di Paolo Conte si adatta bene a entrambi i titoli in scaletta. Il primo è Midnight in Paris, ultimo film di Woody Allen, con Owen Wilson, Marion Cotillard e Rachel McAdams. Una storia fantasiosa e accattivante che, come è facile intuire, è da un lato un’ode alla capitale francese e dall’altro una riflessione sulla vita, il tempo e la felicità. Siamo da sempre dei fan del regista americano, quindi forse il consiglio di andare a vedere il film vi sembrerà scontato, ma… andateci lo stesso.

Dopo un bel film, un trailer letale: vi abbiamo insufflato, dopo settimane di tranquillità, l’anticipazione di un film di cui vi avevamo parlato mesi fa. Tra due settimane arriva Il principe del deserto!

E infine abbiamo chiuso con l’ultimo film di Robert Guediguian, Le nevi del Kilimangiaro: se nel film di Allen vediamo Hemingway, qui lo scrittore è ripreso con il titolo di uno dei suoi racconti più famosi. Il regista francese torna sui temi a lui cari, o meglio: su quegli ambienti e quelle facca (il proletariato di Marsiglia) che da sempre popolano i suoi film. Qui l’intreccio ha a che fare con i temi della solidarietà, ma anche della disperazione e della violenza, in un contesto di licenziamenti che purtroppo ben conosciamo. Il film che ne esce, però, è debole: non bastano i bravissimi e collaudati attori, infatti, a tirare su una storia davvero troppo intrisa di nobili sentimenti e principi.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Tra Le Havre, Liverpool e New York

Francesco Locane | 30/11/2011

lehavreAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla nona puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Una puntata con tre film buoni, finalmente!

Il primo è uno dei titoli più attesi di questa fine dell’anno: Miracolo a Le Havre è il nuovo bel film di Aki Kaurismäki. Una storia scritta, diretta e interpretata benissimo che ha a che fare con temi non facili come povertà e immigrazione illegale. Eppure il finlandese, come sempre, se la cava benissimo. Correte a vederlo!

Abbiamo continuato con Tower Heist: colpo ad alto livello, diretto da Brett Ratner, con Ben Stiller, Eddie Murphy, Tèa Leoni e Casey Affleck. Anche in questo heist movie rientra la crisi economica, visto che è il motore che spinge i protagonisti a compiere una colossale rapina. Niente male anche questo!

Infine, nel decennale della scomparsa, abbiamo ricordato il Beatle giovane parlandovi di George Harrison: Living in the Material World, il bellissimo documentario di Martin Scorsese che abbiamo avuto modo di vedere in prima nazionale il giorno prima dell’eccezionale concerto di McCartney a Bologna, e di cui abbiamo anche parlato sul blog.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Visto che è una trasmissione di cinema, ci tocca andare al cinema

Francesco Locane | 23/11/2011

sciallaMa ne faremmo anche a meno, talvolta. Amiche e amici di Vitaminic, benvenuti all’ottava puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Una puntata in cui parliamo di due filmetti, ma in cui iniziamo una buona abitudine: quella di regalarvi delle colonne sonore. Un motivo in più per ascoltarci, che facendo il meno con i film in sala in questo periodo, fanno somma zero. Ehm, iniziamo.

Il primo titolo in scaletta è stato Scialla (Stai sereno), che segna il debutto alla regia dello sceneggiatore Francesco Piccolo, e che ha come protagonista Fabrizio Bentivoglio. Uscito vittorioso in una sezione collaterale dell’ultima Mostra di Venezia, ci ha convinto solo a metà: il disaccordo con ciò che scrive Manu sul blog è netto. Non a caso ne abbiamo parlato con lui al telefono.

Il secondo sciapo film è One Day, di Lone Scherfig, che ci aveva donato l’anno scorso An Education: tratto da un romanzo di grande successo, un film (sceneggiato dall’autore del libro) che parla dell storia di amore e amicizia di un uomo e una donna tra la fine degli anni ‘80 e i giorni nostri. Il film, prevedibile dalla prima all’ultima inquadratura anche senza avere mai visto la copertina del libro di sfuggita, è davvero esile e inconsistente. Che dobbiamo dirvi? Lasciate stare…

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Pantaloni a zampa, disoccupati, danza

Francesco Locane | 16/11/2011

kryAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla settima puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Una puntata con due film e intervista!

Il primo film è stato La kryptonite nella borsa, debutto alla regia di Ivan Cotroneo, con Valeria Golino e Luca Zingaretti. Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore e sceneggiatore napoletano, racconta dell’infanzia sognante e sognata del protagonista, in un’ambientazione anni ‘70 davvero sopra le righe, esagerata senza avere l’ironia di similari exploit che si trovano, per esempio, in Tutti pazzi per amore. Una delusione.

Abbiamo poi sentito al telefono Pietro Mereu, autore insieme a Luca Merloni di Disoccupato in affitto, un documentario che fotografa bene il problema del lavoro (e della sua mancanza) nel nostro Paese.

E infine la scarsezza dell’offerta cinematografica di questo periodo ci ha costretto a vedere e parlarvi dell’ultimo film di Wim Wenders, Pina 3D, un pasticcio-posticcio sulla grande Pina Bausch, che Wenders riduce a pessimo cinema. Per noi (siamo controcorrente, ma non è una posa, o meglio: una posizione) è da evitare.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Una Repubblica fondata sui bar e…

Francesco Locane | 9/11/2011

ilmiodomaniAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla sesta puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Una puntata con la formazione dell’anno scorso: a Tommaso e a chi vi scrive si è aggiunto il dott. Noto, padre fondatore del collettivo. Una puntata piena di frizzi, lazzi e due film di cui abbiamo parlato.

Il primo è Bar Sport, di Massimo Martelli, con Giuseppe Battiston e Claudio Bisio. Tratto dall’omonimo storico libro di Stefano Benni, è un’occasione persa. Ce lo aspettavamo dalle prime voci che annunciavano la trasposizione cinematografica della piccola “commedia umana” dell’autore bolognese e così è stato: un film senz’anima, che fa ridere solo a tratti e che, soprattutto, si dimentica in un soffio.

E poi Il mio domani, di Marina Spada, con Claudia Gerini: il primo film “un po’ meno indipendente” dell’interessante regista milanese convince la redazione di Seconda Visione, sebbene talvolta lo stile della Spada sia faticoso, anche se motivato. Diciamo che ai fan piacerà, ma forse qualcuno rimarrà perplesso.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Intrattenimento e Autore

Francesco Locane | 2/11/2011

leavventureditintinilsegretodellunicornoAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla quinta puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Sì, ieri siamo andati in onda: non c’è festa che tenga, quando parliamo di cinema, e in questa puntata abbiamo per voi due titoli non da poco.

Il primo è Le avventure di Tin Tin: il mistero dell’unicorno, il capitolo iniziale di una trilogia firmata da Spielberg e Jackson, tratta dagli arcinoti fumetti di Hergé. Il film porta ai massimi livelli la tecnica della motion capture, riportando sullo schermo i movimenti (catturati digitalmente) dei veri attori che interpretano il film: Jamie Bell, Daniel Craig e Andy Serkis: diretto da Spielberg, è puro intrattenimento. Un’ora e quaranta di divertimento che si avvicina, in certi momenti, per stile, ritmo e ambientazione, alla serie di Indiana Jones. Inoltre Tin Tin ha un 3D sensato e fatto bene: un piacere per gli occhi, insomma.

Dopo questa sviolinata non potevamo non schiaffeggiarvi con un trailer: ecco a voi Lezioni di cioccolato 2, così, tanto per farsi del male.

Il secondo film, invece, è il vincitore del Leone d’Oro alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia: Faust di Alexander Sokurov. Uno dei testi fondamentali della letteratura mondiale viene di nuovo portato al cinema, ambientando la storia nel 1800. Sokurov costruisce un film splendido e difficile, che impegna lo spettatore, ma lo ripaga donandogli un’esperienza di visione eccezionale. Sokurov non è un autore facile, né uno che scende (e crediamo scenderà mai) a compromessi: ed è un bene che ci siano ancora cineasti di questo tipo, radicali e puri. Vedetelo!

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Ansia globale

Francesco Locane | 26/10/2011

MelancholiaAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla quarta puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Non fatevi ingannare dal titolo del post: il collettivo non si occupa della crisi globale, ma, come sempre, di cinema. Nell’ultima puntata tre film molto diversi tra loro che hanno un potere ansiogeno comune.

Il primo film è un’altra delle grandi uscite di quest’anno: Melancholia, presentato a Cannes, dove von Trier ha fatto del suo infognandosi in dichiarazioni poco avveduta, ma dove Kristen Dunst (protagonista del film insieme a Charlotte Gainsbourg) si è portata a casa il meritato premio come migliore attrice. Il regista danese, con il suo ultimo film, ci fa dimenticare di quella schifezza masturbatoria di Antichrist tornando a un ottimo cinema, apocalittico e angosciante (appunto) come i suoi lavori migliori. Melancholia è il nome del pianeta destinato a scontrarsi con la Terra, ponendo fine al genere umano: il film, simmetricamente diviso in due parti, racconta delle due sorelle protagoniste con maestria e riuscendo a creare empatia e tensione con lo spettatore. Evviva!

Abbiamo continuato, sempre in tema di festival, con Una separazione, di Asghar Faradi, che ha fatto sfaceli nell’ultima edizione della Berlinale, vincendo l’Orso come miglior film, attore protagonista e attrice protagonista. Come nel precedente About Elly, Faradi ha il pregio di raccontarci un Iran “normale”, in cui la vita scorre più o meno normalmente… per mezz’ora di film. Poi, il delirio. Se nel titolo del 2009 era la scomparsa di una ragazza a fare da detonatore, qui è una sorta di incidente domestico, che coinvolge due famiglie: una benestante, nel mezzo però della separazione di marito e moglie, l’altra indigente e incasinata. Un film magistrale, che mostra le notevolissime doti di narratore e direttore d’attori del regista. Non perdetelo.

E infine, terzo film, terza sorpresa positiva: Super, di James Gunn. I trailer ingannano: siamo dalle parti di Kick-Ass per quanto riguarda il tema “persone normali che diventano supereroi senza poteri”, ma lo sguardo di Gunn è spietatamente splatter (arriva dalla Troma) e terribilmente sconsolato. Cosa sarebbe un film di supereroi-senza-poteri visto in chiave crudelmente realistica? Un’ora e mezzo divertente e raccapricciante al tempo stesso, che parte da toni di commedia per raggiungere picchi di tristezza notevoli. Anche qua: se lo perdete, non dite che noi di SecondaVisione non ve l’avevamo detto.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Cheyenne e gli altri

Francesco Locane | 19/10/2011

thismustbetheplaceAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla terza puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Puntata ricca, quella di ieri, con ben tre film in scaletta!

Abbiamo cominciato con uno dei titoli più attesi della stagione: This Must Be the Place, il film “americano” di Paolo Sorrentino, con Sean Penn e Frances McDormand. Presentato a Cannes a maggio, è uscito solo venerdì nei nostri cinema e, ci dispiace dirlo, ma è una delusione. Il regista fa grande sfoggio di dolly e carrelli, ma a differenza degli altri suoi titoli, qui sembra che questi svolazzi siano davvero fini a se stessi. La storia arranca, Penn non è convincente, l’America viene mostrata senza originalità. Peccato.

La vera sorpresa è invece Tomboy, di Céline Sciamma, un piccolo film francese che mette in scena un tema difficile, come la sessualità di una bambina. Ne parleremo presto sul blog, ma nel frattempo vi consigliamo di vederlo, perché è davvero un gioiellino, come si usa dire.

Infine, terzo e ultimo film, l’ultimo lavoro di Gus Van Sant, L’amore che resta, pessima traduzione dell’originale Restless. Prodotto da Ron Howard e figlia, anche nel film di Van Sant si rischia molto, raccontando la storia d’amore tra una malata terminale e un ragazzo sconvolto dalla scomparsa dei suoi, ma – pur con qualche riserva – l’operazione è riuscita, ecco.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Dottori

Francesco Locane | 12/10/2011

a-dangerous-method-poster-italia_midAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla secondapuntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Una puntata, quella di ieri, all’insegna della medicina.

Il primo film, presentato alla Mostra di Venezia, è stato l’attesissimo nuovo lavoro di David Cronenberg, A Dangerous Method. Con tre attori come Viggo Mortensen, Michael Fassbender e Keira Knightley a mettere in scena il rapporto tra Freud, Jung e la Spielrein, diciamo che il film punta alto. La redazione, però, si è divisa ed è stato chiamato per parlarne al telefono Manu, autore anche del post sul film sul nostro blog.

Abbiamo poi accennato a Cinemafrica, rassegna bolognese di film del continente africano, che si tiene dal 15 ottobre per otto giorni, con numerose proiezioni a prezzo ridotto o addirittura gratuite per gli studenti.

Infine abbiamo chiuso la puntata con la delusione di La pelle che abito, ultimo film di Pedro Almodovar, con il ritorno di un attore feticcio del regista spagnolo, Antonio Banderas. Quest’ultimo veste i panni (uh) di un chirurgo plastico geniale e un po’ folle, che sperimenta una pella nuova, migliore e più resistente di quella umana. Il solito melò almodovariano viene pasticciato, stavolta, con echi horror, in una miscela davvero poco convincente.

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

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