Intrattenimento e Autore

Francesco Locane | 2/11/2011

leavventureditintinilsegretodellunicornoAmiche e amici di Vitaminic, benvenuti alla quinta puntata dell’undicesima stagione di Seconda Visione, il settimanale di cinema che va in onda ogni martedì dalle 22.30 su Città del Capo – Radio metropolitana di Bologna. Sì, ieri siamo andati in onda: non c’è festa che tenga, quando parliamo di cinema, e in questa puntata abbiamo per voi due titoli non da poco.

Il primo è Le avventure di Tin Tin: il mistero dell’unicorno, il capitolo iniziale di una trilogia firmata da Spielberg e Jackson, tratta dagli arcinoti fumetti di Hergé. Il film porta ai massimi livelli la tecnica della motion capture, riportando sullo schermo i movimenti (catturati digitalmente) dei veri attori che interpretano il film: Jamie Bell, Daniel Craig e Andy Serkis: diretto da Spielberg, è puro intrattenimento. Un’ora e quaranta di divertimento che si avvicina, in certi momenti, per stile, ritmo e ambientazione, alla serie di Indiana Jones. Inoltre Tin Tin ha un 3D sensato e fatto bene: un piacere per gli occhi, insomma.

Dopo questa sviolinata non potevamo non schiaffeggiarvi con un trailer: ecco a voi Lezioni di cioccolato 2, così, tanto per farsi del male.

Il secondo film, invece, è il vincitore del Leone d’Oro alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia: Faust di Alexander Sokurov. Uno dei testi fondamentali della letteratura mondiale viene di nuovo portato al cinema, ambientando la storia nel 1800. Sokurov costruisce un film splendido e difficile, che impegna lo spettatore, ma lo ripaga donandogli un’esperienza di visione eccezionale. Sokurov non è un autore facile, né uno che scende (e crediamo scenderà mai) a compromessi: ed è un bene che ci siano ancora cineasti di questo tipo, radicali e puri. Vedetelo!

Bene, è tutto: scriveteci a secondavisione (at) gmail (dot) com e a martedì prossimo!

Club To Club 11: The Italian New Wave

Redazione | 2/11/2011

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Foto: Jake Walters

Temeva sempre che potesse essere l’ultimo. Ad ogni passaggio da un disco all’altro sentiva premere addosso la paura che si accendessero le luci, che il ritmo secco dell’alba, quella sospensione sorda e magnetica -dentro cui aveva la certezza di essere al sicuro, lontano- e il caldo abbraccio dei corpi circostanti restituissero la sala scura al fastidioso riverbero bianco dei neon, alle voci, gli sguardi spersi, le t-shirt sudate, i bicchieri vuoti e le solitudini di ognuno. Così, aveva desiderato che quella notte non finisse mai, aveva chiesto che nessuno arrivasse a sfiorare l’interruttore della luce, che i dischi potessero suonare per sempre. Per qualche giorno, almeno. “Diglielo -pensava- digli di non fermarsi. Chiedigli di alzare tutto. Testa-voce-volume. Raccontaglielo, se riesci a farti sentire in questo baccano.” Parlagli di un suono che diventa città, e viceversa. Club, teatri, musei, piazze. L’auditorium RAI. I capannoni del Lingotto, nel vuoto che negli anni la Fabbrica si è ritrovata attorno. Addosso. Un vuoto che con gli anni stiamo imparando a riempire. Le finestre del nostro monolocale di Borgo San Paolo, i nostri mille lavori senza domani, il nostro piccolo pezzo di cielo buio. “In Italia sta succedendo qualcosa”, scriveva @mrjamesholden durante il festival dell’anno scorso. Digli di Kode9 che occupa l’Hiroshima Mon Amour con il resto della Hyperdub pressoché al completo. Raccontagli di quando arrivarono in città, tra gli altri, Jeff Mills, Modeselektor, Marcel Dettmann, Alva Noto, Byetone, Theo Parrish, Ben Klock, Apparat Band, Pantha Du Prince, Caribou, Pearson Sound, Zomby, Kuedo, Untold, Lucy, Lone, Egyptrixx, Planningtorock, Giuseppe Ielasi, Giorgio Valletta, Vaghe Stelle con Stargate e A:RA. Di quella volta che ti sei sentito (finalmente) a casa in un quartiere in cui non eri più tornato, restare a piedi sull’erba bagnata vicino al fiume, e regalare la tua felpa ad una ragazza che ti sorrideva battendo i denti, bellissima, sotto la pioggia di novembre. Una mattina di autunno ci ritroveremo a festeggiare a Torino, nella nostra piccola Detroit incastonata tra la nebbia, il Po e le montagne. Senza il timore che ci chiedano di uscire o che arrivi qualcuno (ancora una volta) ad annegare nei neon quel poco che restava della notte. Delle nostre domande. Della nostra città.

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Ascolta il mixtape di Giorgio Valletta per Dj Mag — Continua a leggere

I podcast di Vitaminic: La Belle Epop

Federico Pirozzi | 1/11/2011

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La puntata di venerdì sera, quando i microfoni sono stati spenti per l’assenza del presentatore, è filata via liscia come un vero e proprio nastrone. Tanto da ascoltare nel mix di novità composto da Federico Pirozzi, tra cui si celano dischi e canzoni che rischiano di essere tra i preferiti de La Belle Epop per quest’annata. “La Belle Epop” è un tentativo d’intrattenimento musicale in onda ogni venerdì all’interno del Thermos di Città Del Capo Radio Metropolitana di Bologna. Buon ascolto!

Atlas Sound – Shakes
His Clancyness – Carve a Peach
Twerps – Who Are You
Tom Waits – Get Lost
Stevie Jackson – Richie Now
Soviet Soviet – Human Nature
Wise Blood – Loud Mouths (Hooray For Earth Remix)
Youth Lagoon – Seventeen
Orca Orca – Change of Pace
Mayer Hawthorne – The Walk
Gold Panda – An Iceberg Hurled Northward Through Clouds (Peaking Lights vocal remix)
M83 – Midnight City
Kimya Dawson – I Like My Bike
Nicolò Carnesi – Moleskine
Emphemetry – So Long Magic Helper
Veronica Falls – The Fountain
M+A – yes.pop
Chromatics – Kill For Love
College – A Real Hero (MegaMan & Panic City remix)
Crystal Fighters – Champion Sound
Perfect Pop – Neon Fonzie
Mazzy Star – Common Burn

Scarica la puntata in mp3
oppure ascoltala in streaming

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