Young Knives: Ornaments From The Silver Arcade (Gadzöök)

Francesco Mari | 7/7/2011

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Cerchiamo di mettere le cose in chiaro subito: gli Young Knives non ce l’hanno fatta nemmeno stavolta. Con questo, infatti, i nostri amici giungono al terzo album (ed i precedenti non è che siano andati benissimo…) e, nonostante la sensazione che ce la mettano tutta, le premesse per dire che ci troviamo di fronte all’ennesima occasione buttata ci sono tutte. Peccato perchè i “coltelli” non possono non stare simpatici. Date, vi prego, un’occhiata a qualsiasi foto o video dei nostri amiconi di Leicester. L’immagine è quella di un combo sfigatissimo e involontariamente tenerone. Tutto il contrario, converrete, di quella più sana e vendibile immagine di “scassoni da pub” che uno si aspetta da un gruppo di buzzurri di Leicester. Ora però stiamo divagando troppo. E’ ora di parlare di questo tormentato Ornaments From the Silver Arcade che non sarebbe poi nemmeno un brutto album. L’impatto è infatti quello di un discreto disco pop inglese, quasi “classico” nel suo rifarsi (seppur con timidezza eccessiva…) agli anni ‘90 inglesi. Sì, avete capito bene. Proprio quell’età infernale da cui cerchiamo un po’ tutti di scappare (ho appena scoperto di avere ancora nell’IPod una canzone dei Menswear…). — Continua a leggere

Curren$y: Weekend at Burnie’s (Warner)

Alex Grotto | 7/7/2011

Weekend at burnie'sDifficile rapportarsi alla penuria estiva generalizzata senza un buon disco hip-hop, parola. Considerando l’hipsterismo -di cui l’Estate è portatrice sana ed obbligata- verso cui nutro un rapporto simile a quello dei radiologi con le radiazioni (ci si convive, non sono nocive in quantità controllata, ma si preferisce stare dietro venti centimetri di piombo), è un miraggio vedere arrivare Curren$y forte di contratto con la major a salvare la baracca. Jetlife Crew al seguito, il buon Spitta ritorna dopo solo un paio di mesi dal nastro Covert Coup rilasciato in free-download ad Aprile e che gli ha fatto guadagnare credibilità e rispetto prima, i soldi della Warner poi. Weekend At Burnie’s muove da un immaginario ben diverso da Covert Coup -autentica summa gangsta dell’anno in corso, pezzoni coi beat devastanti di The Alchemist, testi che parlano di puntare i ferri in faccia alla gente, citazioni spurie di Cee Lo Green e titoli tipo Scottie Pippen: credo veramente non si possa chiedere altro ad un ambiente che cerca di riprendersi da un certo edulcoramento subìto negli ultimi anni- mantenendo sempre affilata la lama del sarcasmo, del machismo col cappellino, dei soldi tirati in faccia alle strappone e della vita amorosa di un rapper fuori dal ghetto del suddetto Covert Coup.
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Arctic Monkeys: Suck It And See (Domino Records)

Daniele Piovino | 5/7/2011

Arctic-Monkeys-Suck-It-And-See-630x630-300x300Secondo il mio edicolante di fiducia “alle produzioni degli Arctic Monkeys manca sempre qualcosa perché c’è sempre qualcosa di troppo”. Il mio edicolante di fiducia è un alcolizzato, però è un tipo onesto: con
Suck It And See la sua ipotesi si rivela abbastanza plausibile. In realtà l’ultimo giro di giostra non inizia malissimo (She’s Thunderstorms), ma andando avanti la delusione è inevitabile. Il mio fruttivendolo di fiducia lo ha testato negli ambienti ritenuti più idonei alla valutazione complessiva dell’opera, e neanche i singoli Brick By Brick e Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair hanno retto alle aspettative. “È roba fatta bene, ma è vecchia.” Vecchia. La situazione migliora un pochino con Library Pictures (sembra uno scarto riarrangiato di Favourite Worst Nightmare), però “è davvero troppo poco”. Di Humbug (2009), se non altro, avevo apprezzato il tentativo di provare soluzioni diverse, anche se lontane dal loro sistema nervoso (Josh Homme era lì per questo). Ebbi l’impressione di ascoltare una cover band degli Smiths che suonava pezzi scritti dai Queens Of The Stone Age per i fan dei Beach Boys.
Il mio veterinario di fiducia dice che “questo Suck It And See, rispetto a Humbug, è un disco più confuso e fricchettone”, meno incisivo, e privo di una qualche particolarità in grado di legittimare l’esordio alla posizione numero uno della classifica inglese. Perché per quanto inutile possa essere una classifica dei dischi più venduti, al posto di Suck It And See la mia barista di fiducia avrebbe preferito Born This Way (che, al momento in cui scrivo, staziona alla posizione numero due). “A dire il vero neanche il secondo album di Lady Gaga è ‘sto granché”, ma almeno ha il merito di portare avanti il discorso, rielaborando in modo indiretto quella sorta di apologia felliniana del circo costruita a un passo dal disgusto, e proprio per questo sottilmente umoristica. Gli Arctic Monkeys, invece, sono diventati quattro ragazzi più fortunati che talentuosi; per milioni di band che hanno un demo caricato nel proprio profilo MySpace, rappresentano un case history da tenere sempre in considerazione; per milioni di persone che hanno trascorso ore e ore ad ascoltare dischi e demo improbabili, anche; ma in modo diametralmente opposto. Perché la cosiddetta meritocrazia della rete, a volte, è solo il riflesso di un settarismo due punto zero.

Guarda il video di Brick By Brick

Leggi quanto dichiarato al mensile SPIN

The Horrors: ascolta il nuovo Skying in streaming

Nur Al Habash | 5/7/2011

Era qualche giorno che ce lo aspettavamo, ed ecco che in quasi concomitanza con il leak arriva lo streaming integrale del nuovo album degli Horrors, Skying, in uscita l’11 Luglio.

Copertina in puro stile indian summer di polaroid sbiadite dal sole, contenuto quasi altrettanto solare (almeno rispetto alle oscurità del precedente Primary Colours): di sicuro, deluderà quanti hanno amato il gruppo di Faris Badwan per il suo guardaroba.

Ecco intanto le date annunciate per l’estate:

6th Aug – Field Day 2011 (London)
26-28th Aug – Reading Festival 2011
26-28th Aug – Leeds Festival 2011

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