29 novembre 2010

Luke Abbott: Holkham Drones (Border Community/Audioglobe)

chksw Non so quante volte vi sia capitato di provare a trasformare uno scatolone in altro. Dico rubare un cartone dal retro della Coop sotto casa e tentare di regalargli un’altra forma, una nuova vita. Non so, provare a farne un bus. I finestrini, le ruote, le porte per salire, il volante, il posto dell’autista. Il vano per i bagagli e i sedili. Ecco, una cosa cosi. Non so a voi, però a me capita sempre che ad un certo punto manchi qualcosa. Non si accende, non parte, non si muove, non arriva da nessuna parte. Insomma, rimane uno scatolone. Uno scarto (più o meno) sopravvissuto alla grande distribuzione. Un pezzo di carta scura. Lo stesso pezzo di carta che Luke Abbott sarebbe capace di far parlare ridere piangere correre danzare. Andare ovunque, suonare. Una scatola (due scatole, tre scatole, quattro scatole e qualche cavo) in grado di restituire quel suono kraut e sintetico che in Holkham Drones -primo LP dell’artista di Norfolk su Border Community- diventa un racconto che non si può scrivere. Una traiettoria lucida e meravigliosa tra ampi scenari à la Boards Of Canada, texture organiche simil-Emeralds e la techno dello stesso James Holden. Una magia, insomma, inventata con qualche macchina recuperata chissà dove. Macchina che probabilmente agli occhi di molti resterà per sempre soltanto uno scatolone immobile. Senza finestrini. Senza colore. Un pezzo di carta scura abbandonato sul retro di un supermercato.

Il blog di Lluukkee Aabbbbootttt
Il sito della Border Community
Ascolta Brazil e 2nd 5th Heavy su drownedinsoundcloud.com
Ascolta Bleep Podcast #2 a cura di Allez-Allez, con un’intervista a Luke Abbott “who talks synths, Brian Eno, Krautrock, his influences and his recording processes”

Slutty Fringe Mix Series #14: Luke Abbott

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