Radio Dio proudly presents: ALLERGIE

Redazione | 22/6/2010

allergie

Ormai passati i Torpori Primaverili, dopo aver dato una spolverata alla collezione di vinili contenuta nel nostro Cascione, ci tocca affrontare le temibili allergie di fine primavera/inizio estate. Radio Dio non si tira indietro: Dj Pikkio affiancato dell’ospite speciale Jack Maresca (in arte Gioacchino) vi condurrà in un viaggio all’aperto dove le palline di polline e le polveri sottili ci faranno lacrimare gli occhi, sgrattare la gola e tappare il naso. Nulla potranno vitamine c, antistaminici e creme balsamiche! Il potere ottundente degli agenti allergenici ci farà sballare e sviaggiare in una sinusite sinusoidale.

The Flaming Lips – Unconsciously Screamin’
Blur – Bugman
Royal Trux – Juicy, Juicy, Juice
Aphex Twin – Acrid Avid Jam Shred
Stereolab – I’m Going Out Of My Way
Flying Lotus – The World Laughs With You
(Cloud Dead Number Five) (2)
Basta Con Questo Cazzo di Kung Fu ep. 4
Galaxie 500 – Plastic Bird
Pavement – Texas Never Whispers
Caribou – Kaili
The Intelligence – I Hear Depression
Ikonika – Psoriasis
Quasimoto – Come On Feet
Sun Araw – Deep Cover

…e da oggi RadioDio è su Vitaminic. Non ce n’è più per nessuno.


Scarica la puntata in mp3

(cover image by Giudit)

Fortuna feat. Asia Argento: s/t (Poor Records)

Enrico Amendola | 22/6/2010

fortuna_fortunaSi, avete letto bene, questo disco vede la collaborazione di Asia Argento, della quale ho sempre trovato la voce irritante e priva di espressività al cinema, figuriamoci in questo pasticcio di roba elettrodance pseudoballabile. Uno specchietto per allodole sceme, ecco cos’è l’album dei Fortuna feat. Asia Argento. Deprimente, non ci sono mezze misure per descriverne i vocalizzi trasfigurati, che sembrano non avere nessun nesso logico con i suoi su cui si appoggiano. Un’esperienza in qualche modo formativa, che indica la strada precisa da non intraprendere se si vuole scrivere musica almeno decente. Più che ballare viene voglia di sbadigliare o dedicarsi ad attività più formative, come contare le pareti della propria stanza o verificare che le piastrelle del proprio bagno siano perfettamente allineate. Il tutto alla fine ci lascia da soli con un inquietante interrogativo inevaso: perchè tutto ciò?

Visita il myspace dei Fortuna

Stars: The Five Ghosts (Vagrant)

Amos Martino | 21/6/2010

Lo confesso: ho da sempre – e non sarò certo l’unico – un debole per gli Stars; come un pregiudizio in positivo che, gira e rigira, tende a viziare le mie idee su ciò che, di volta in volta, fanno uscire. Grandissima, quindi, era stata la delusione per Sad Robots, l’ep che nel 2008 aveva segnato il mio esordio qui e che aveva posto una linea di pesante involuzione nella musica degli Stars. Ma finalmente: ecco un disco per gli amanti della band; The Five Ghosts è bello, è intenso e non soffre del morbo rocktronico che aveva contaminato gli ultimi affacci dei canadesi. Le canzoni ti prendono, ti restano nell’orecchio e ti obbligano, pure con garbo, a pensare a luoghi e situazioni immaginari in cui quei suoni sarebbero la perfetta colonna sonora. Succede così con Dead Hearts, in cui agli Stars riesce il numero di far venire su un elettropop finalmente equilibrato, dove hanno spazio pianoforte e violoncello ma anche ondate di chitarre, muri di synth (We Don’t Want You Body) e noise. Amy Millan è trascinante, sia che si corra sia che si passeggi (Changes, The Last Song Ever Written) mentre il buon Campbell annuisce sornione accanto a lei. Dal canto loro, gli Stars sembra ci tengano a sottolineare la coralità di questo disco (saranno loro i cinque fantasmi del titolo?); la stessa Amy Millan lo definisce come “quintessential Stars” e sottolinea la collaborazione di tutta la band alla scrittura del disco. Sinceramente non so in che misura questo incida, dal momento che non c’è aria di novità – come le dichiarazioni vorrebbero, invece, suggerire – ma di una ritrovata freschezza e attitudine indiepop. Insomma: finalmente, dicevamo.

Visita il sito ufficiale
Ascolta The Five Ghosts in streaming su NPR
Guarda il video di Fixed

His Clancyness: Always Mist (Mirror Universe Tapes)

Nur Al Habash | 21/6/2010

4618063186_98a15a6f93Ho sempre creduto nella fondamentale importanza simbolica dei titoli, e Always Mist non fa per nulla eccezione: immagino goccioline d’acqua sospese nell’aria che lasciano trapelare raggi di luce da parte a parte in un infinito arcobaleno dai toni blu e foschi. Se non è un claim programmatico questo, ci manca davvero poco, perché gli acquerelli che His Clancyness fa gocciolare via dalla sua chitarra sono evocativi e intensi come certi eventi naturali.
La nuova preziosissima cassette infatti è gonfia di canzoni lievi e tralucenti, eppure con un’imponente struttura compositiva: qualcosa a metà tra il flusso di coscienza e il grande cantautorato, che resta teso fino all’ultimo in uno slancio di impressionante eleganza in cui il pop si fonde con gli umori più intimi e diventa finalmente vivido e sincero come una confessione.
Se il precedente Hissometer Cassette (recentemente ristampato in cdr per Secret Furry Hole) ci aveva dato un’idea piuttosto tratteggiata ed essenziale (eppure fascinosa) dell’universo Clancyness, questa nuova release traccia i contorni decisi di un talento che va decisamente oltre i trend del momento o dei supporti demodé: un vero diamante grezzo.

Guarda il video di Summer Majestic
Compra la cassetta sul sito di Mirror Universe

Pronti Al Peggio, Fossifigo: Perturbazione

Pronti Al Peggio | 21/6/2010

Ecco l’ultimo Fossifigo di questa seconda stagione. La storia è una delle più belle, il gruppo uno dei più conosciuti. Gigi ed Elena sono compagni nella vita e nella musica, sono sposati e entrambi suonano nei Perturbazione. Una band che a suo modo a fatto la storia recente, ma a che prezzo? Al costo di metterci il cuore

Guarda la seconda parte sul sito di Pronti Al Peggio

Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Ascolta in anteprima il nuovo EP Whispers

Francesco Farabegoli | 21/6/2010

TSTTcoverApprofittiamo del sopraggiungere di una bella ondata di cattivo tempo per mandarvi l’anteprima del nuovo disco di Tiger! Shit! Tiger! Tiger!.

Il gruppo di Foligno ormai non ha bisogno di presentazioni. Partecipazioni al CMJ di New York e al SXSW di Austin, un po’ di anni passati a battere il paese con costanza, un disco punkfunk (scolastico ma davvero incazzato) in archivio dal titolo Be Yr Own Shit, e ora un EP/cassetta in uscita intitolato Whispers, per la sempre e solo benemerita ToLoseLaTrack.

Nel quale, se siete di quelli delle recensioni, la band sposta il proprio asse su territori vagamente più oscuri e percussivi, con un risultato che sta a Be Yr Own Shit come il secondo Disco Drive stava al primo. Una figata, ma non prendete le nostre parole come vere. Le quattro tracce dell’EP sono qui sotto.

Whispers by TIGER!SHIT!TIGER!TIGER!

VV fake by TIGER!SHIT!TIGER!TIGER!

Vampire by TIGER!SHIT!TIGER!TIGER!

Wheelers by TIGER!SHIT!TIGER!TIGER!

Vai a vedere Brunori SAS con Glamoo

Redazione | 18/6/2010

Per la data romana di Brunori SAS, che si terrà venerdì prossimo (18 giugno 2010) al Circolo degli Artisti di Roma , Vitaminic e Glamoo vi danno la possibilità di acquistare un numero limitatissimo di biglietti con uno sconto speciale del 50%. Per tutti quelli che non dovessero riuscire ad acquistare in tempo, saranno comunque estratti altri 5 biglietti tra tutti coloro che si iscriveranno a Glamoo entro mercoledì a questo indirizzo.

Ma cos’è Glamoo?
Glamoo è il Club degli Acquisti Esclusivi: ogni giorno vengono selezionate le più interessanti esperienze. Prodotti e servizi unici, offerti a prezzi imbattibili grazie alla formula dei “gruppi d’acquisto”.

The Twilight Saga: Eclipse OST (aka: dove vanno a finire le nostre saghe)

Chiara Leandri | 18/6/2010
eclipse-soundtrackE’ arrivata la nuova colonna sonora del terzo film targato Twilight. Mi sono chiesta se fosse una pessima idea parlarne ancora, eppure la vecchia storia dei vampiri buoni e dei licantropi gentlemen tira eccome. E visto che già era riuscita a solleticarci con New Moon sul magico mondo delle OST che cadono a fagiolo sul nostro pane quotidiano, non possiamo perderci quest’ultimo passaggio e approfittarne per scovare il minimo comun denominatore degli anni Zero.
2004: con The O.C. (dal Mix1 al Mix6), nasce l’indie per ricchi. Seth Coen è ebreo, sfigato, nerdissimo, fumettissimo, eppure così figo, e ascolta tutto quello che in questo momento dei nuovi anni Zero consideriamo il vero hype.
2006: Marie Antoinette non è un prodotto di largo consumo come gli esimi colleghi, ma la OST è stupefacente. Siouxsie and the Banshees, New Order, The Cure, e The Strokes, Aphex Twin, Air accanto a Vivaldi e compagnia classica: non c’entra una mazza con l’ambientazione del film ed è una grandissima idea.
2007: Gossip Girl mette in scena con nonchalanche cosa è “in” e alla moda. Tutto è moda. Non c’è neanche bisogno di dirlo. Non c’è bisogno di una soundtrack ufficiale, anche se esiste. Gli aggiornamenti saltano fuori assieme alla puntata settimanale, i riferimenti impliciti passano da tastiera a schermo cellulare. E’ il nuovo mondo che ormai ha acquistato un metodo. E se sei teenager e hai bisogno di distinguerti, Phoenix, Vampire Weekend, Crystal Castles e perdincibacco, anche i Sonic Youth sono il tuo pane quotidiano. Insieme alle scarpe disposte in ordine alfabetico per stilista.
Cambio di rotta del 2009 per New Moon. E’ diverso da Twilight: le band adolescenziali finto-rock tipo Paramore, Green Day, Linkin Park non tirano più. Bisogna sorprendere e forse anche risparmiare. Il risultato è un gioiellino che tira le somme alla fine del decennio. E ci sta tutto.
2010. Alice in Wonderland è solo l’inizio di un anno di conferme. Due OST, una noiosa raccolta di strumentali e un confanetto che cerca la sua strada fra il vecchio mainstream (Avril Lavigne, Blink 182, Tokio Hotel, Plain White T’s, Metro Station) e il nuovo vintage (Robert Smith, Wolfmother, Franz Ferdinand). Non si sa cosa scegliere, ma le si prova tutte. Tanto c’è Avril.
E per finire, la nostra The Twilight Saga: Eclipse. Cominciando dai Muse, che piacciono tanto alla spumeggiante Stephanie Meyer: nel primo volume sono stati una labile presenza, poi hanno fatto un remix, e infine sfornato un inedito in stile Queen. Il resto è come un almanacco della stagione 2009/2010: Florence and the Machine, Dead Weather, Vampire Weekend, Black Keys con le loro uscite fresche-fresche. E poi quelli che non erano stati ammessi al girone precedente: Bat For Lashes, Fanfarlo, Sia, The Bravery, Metric. I Band Of Horses si riconfermano, UNKLE e Cee Lo Green ritornano in auge, Howard Shore ci riprova dopo Il signore degli anelli e tutte le sue molte altre cose.
Non sarà certo il punto di arrivo, né un passo seminale. Ma la sua presenza al terzo stadio di un fenomeno mediatico rilevante non fa che stuzzicare la voglia di cercare una strada di senso fra le colonne sonore degli anni Zero. Viviamo, in fondo, gli anni della citazione e del frammento; ogni anno la moda cambia, ogni prodotto culturale rimanda a un altro, intriso di link e navigazioni [ho messo un link] sulla superficie del contenuto. La musica diventa un veicolo a quattro ruote su cui caricare i pacchi che si vuole e trasportarli da qualche altra parte. Grey’s Anatomy usa titoli di canzoni per nominare le puntate; C.S.I.: NY gioca con Nelly Furtado, i Coldplay e le suonerie truetone con una consapevolezza che va ben oltre l’uso di canzoncine da sottofondo; Cold Case ricerca scientificamente canzoni storiche per ambientare al meglio gli episodi. Sono tutte serie tv, direte voi. Bene. Ma non ditemi che Twilight è un film, non vi crederò.

Calamari @ Magnolia (9/05/10), Dente @ Teatro 89 (18/05/10)

Chiara Leandri | 18/6/2010
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In questi ultimi tempi ci sono stati dei concerti. Avevano in comune Dente. Che sia una coincidenza, chi lo sa. Ci sono stati prima i Calamari e poi c’era Dente, solo lui. Anzi, vi dirò che i Calamari li ho visti due volte, perché ci avevano fatto stare davvero bene, me e tutti quelli che c’erano. Per due settimane te ne vai in giro a raccontare quelle battute e quelle “canzoni” col sorriso sulla faccia. Ad esempio la Nanomusica, pezzi di pochi secondi in cui ognuno suonava a caso uno strumento improvvisato, urlava due parole, e via con l’effetto umoristico. Ho adorato Puglia (”Quanto sei lunga / Mammamia”) e Finale Ligure (”Genova”, e poi basta). Per rendere l’idea dovrei mettermi a ridere fra un “E poi hanno fatto…” e un “De Robertis e la marmellata…” mimando con la voce ogni possibile stonatura. Ecco. Insomma. Missà che non avete ancora capito, quindi vi metto il video. Non è un concertone “omioddio”, solo cinque persone che si ritrovano a cazzeggiare. Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35), Gianluca De Robertis (Il Genio), Dente, F Punto e Federico Dragogna (entrambi nei Ministri) – tutti intenti a ricoprire economie di scala in tempi di crisi e a suonare a più non posso in territorio milanese. Fanno bene. Si riservano una serata tranquilla al mese rispolverando una vecchia gloria italiana: il cabaret milanese. Fanno come Jannacci e i Gufi, Cochi e Renato e Paolo Rossi, Nanni Svampa e Paolo Villaggio, Walter Valdi a Abatantuono, un fracco di nomi passati per il Derby Club a raccontar storie e suonare, chi più e chi meno. I Calamari sono però figli degli anni ‘90, e quindi ci mettono pure Cristina D’avena (Fiocchi D’avena è la rubrica) e Max Pezzali, intimo amico della poetessa Alda Merini. Le battute sono più o meno preparate, il confine si fa labile, la cretineria a livelli assurdi. E va bene così, perché vogliamo Canzoni Egocentriche per accorgerci di testi assurdi, momenti nonsense a leggere la rivista vintage Buchi Viziosi, scenette ludiche di lotta fra Puglia ed Emilia, e infine ricordarci che la canzone milanese fa davvero ridere. E siccome al Magnolia la serata capita sempre durante il Family Day, ci sono pure i bambini.

Pronti Al Peggio, iPod Casino: Franco Trentalance

Pronti Al Peggio | 17/6/2010

Il volto presentabile della pornografia italiana. Per molto Franco Trentalance è questo: il personaggio spigliato e divertente che in verità di lavoro è porno-attore. Lontano dall’algido timore che incute un Rocco Siffredi qualunque Franco s’improvvisa anche grande esperto musicale, mai più vero fu il detto alcol, rock&roll. E sesso ovviamente:

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