29 giugno 2010

David Bazan: Curse Your Branches (Barsuk/Goodfellas)

11 Una volta c’era pedro il leone e tutti i narcolettici del mondo si sdraiavano da qualche parte per ascoltarlo.  Erano i tempi di It’s Hard To Find A Friend, The Only Reason I Feel Secure e Winners Never Quit. I tempi in cui l’autoralità slowcore era un dato di fatto e non la moda di qualche ragazzotto con la chitarra impegnato  a fare il malinconico. I tempi in cui la lentezza era ricercata e voleva combattere contro frenesie oggi accettate e considerate insignificanti in quanto consuete. I tempi in cui era l’indolenza alla moviola a spezzare il cuore e non il coretto alla walt disney. Sembrano passati secoli, in fondo sono solo dieci anni. Nel mentre il buon David Bazan ha cambiato ragione sociale e, un pò, si è accodato al gruppo. Senza clamore, come regola vuole, rimanendo ancorato a quelle tematiche (amore e fede) che lo hanno sempre accompagnato. Solo entrando in una dimensione pop luminosa, non auspicata, ma forse inevitabile (Please, Baby, Please). È un peccato, perchè quando il nostro si ricorda dell’autunno il valore viene fuori senza problemi anche in Curse Your Branches (il tagliuzzare emotivo di Lost My Shape, l’andatura canonica mostrata da In Stitches) e per un attimo ti sembra di tornare ai tempi in cui la riservatezza (anche sonora) era un valore. Poi torna la lucidità, ti assale la nostaglia e mandi affanculo tutti ascoltando My Father My King.

Guarda il video di In Stitches
Ascolta un brano tratto da Winners Never Quit

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