4 febbraio 2010

The Mary Onettes: Islands (Labrador)

the_mary_onettes-islandsConosco gente che ascoltando questo disco potrebbe bestemmiare dalla rabbia, principalmente gente che negli anni 80 c’era (e non a poppare da una tetta) e si ricorda quello che passava la radio, come suonavano i synth e come si strascicava la voce, ed è ancora abbastanza pignolo da puntualizzarlo.
Quindi, diciamolo dall’inizio e non ci pensiamo più: Islands è un enorme, mastodontico, meraviglioso e precisissimo plagio, tanto che si potrebbe azzardare a dire che i Mary Onettes siano la più brava cover band dei Cure in circolazione.
Ritornelli che sbranano quel poco di sensibilità rimasta, malinconia come ragione di vita, nebbie e architetture di tastiere marchiate a fuoco sul petto, la new wave che fornica col pop della Labrador e nasce un feticcio che nonostante tutto si fa rispettare e amare e cantare.
A fare un voto di sincerità poi, si direbbe che questo disco recita a memoria (nota per nota!) la bibbia degli Shout Out Louds, e si arriverebbe così a un livello di meta-citazioni davvero imbarazzante- i Mary Onettes che copiano gli Shout Out Louds che copiano i Cure.
No dai, basta.
Ascoltate Islands e fate finta che sia ancora il 1985, usciva The Head on The Door ed eravamo ancora tutti felici e contenti.

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Playlist

  1. Zeus! Grandmaster Flesh
  2. Lucertulas 8 Ore
  3. J.Tillman Three Sisters
  4. Uochi Toki Permettendomi Artifici Spontanei
  5. A Classic Education Gone To Sea
  6. Bonaparte My Horse Likes You @ Zeit-Online
  7. Black Mountain The Hair Song
  8. Four Tet Nothing To See
  9. Arab Strap Daughters Of Darkness
  10. Shipping News The Delicate

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