17 febbraio 2010

The Album Leaf: A Chorus Of Storytellers (SubPop/Audioglobe)

Sarebbe poco elegante trascrivere la mia reale esclamazione non appena ho fatto partire A Chorus Of Storytellers, ultimo lavoro di Jimmy LaValle aka The Album Leaf; allora facciamo finta che io abbia pensato un banalissimo “wow”. Capita sempre più di rado voler ascoltare e riascoltare qualcosa, curandosi, inoltre, di appuntarsi canzoni e segnarsi cose qua e là. Con The Album Leaf è capitato proprio così. Denso, ricco di sfumature, questo postrock si modella un po’ per volta come il vetro fuso al soffio del mastro vetraio e, più scorrono i minuti, più si aggiunge una forma, un colore, un particolare. Prendete Within Dreams, per esempio; un loop alla Isan cresce fino ad arricchirsi di timbri su timbri: un violino, un cello, un piano, un synth. Il risultato di questa orchestrazione – sensibilmente distante dai dischi precedenti di LaValle – è una coralità di immagini nuove, inquadrate tra linee morbide e toni notturni. Si percepisce l’aria islandese da cui nasce e prende forma il disco, registrato negli stessi studi dei Sigùr Ros che, quasi, sembrano averci lasciato qualche suono. Atmosfere stranianti, gelide come vento sul mare (Summer Fog). Meraviglia, insomma.

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Sono nato nel 1983, appena in tempo per godermi in coscienza i mondiali ‘90s e i canestri di Michael Jordan. A sette anni imbraccio la tastiera, ma senza accorgermene mi trasformo in un bassista da cover band o in fagotto d’orchestra: a volte confondendo i ruoli. In una caldissima estate di quattro anni fa mi appaiono in sogno Nick Drake, Elliott Smith e i Kings Of Convenience, con questi ultimi che fanno i dovuti scongiuri, viste le circostanze. La mattina seguente tutto cambia: appendo al chiodo il mio diploma in Conservatorio, compro una Laurea e inizio a leggere e scrivere. Da allora ascolto musica in maniera compulsiva e disordinata, sogno di andare a spaccare la legna in una foresteria nella Gotia svedese e di suonare il fagotto con i Belle And Sebastian. Tutto il resto è bloggaglia. — Visita il suo profilo

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