9 novembre 2009

Kings of Convenience live @ Conservatorio G.Verdi, Milano (29.10.09)

Sembra che concerto dei Kings of Convenience abbia catalizzato tutta la città nel chiostro dell’Auditorium Verdi: tutti noi, furboni, abbiamo comprato i biglietti su internet e tutti noi, furboni, siamo inchiodati in fila da mezz’ora.
L’esercito di facce note segue tra le poltronissime. Ci sono Carmen Consoli e Paola Maugeri! è il commento che serpeggia a voce bassa tra la fila uno e la fila cinque (ma già lo sapete tutti). Poi le luci si abbassano, il concerto comincia. Sottotono.
Erlend ed Eirik, identici a cinque anni fa, sembrano un po’ arrugginiti, ma è la scelta dei pezzi ad essere un po’ ferrosa, rigida. Inizio a credere che Declaration of Dependance, il loro nuovo e – a ragione o a torto – assai criticato album, dal vivo mostri il profilo peggiore. E forse ho ragione, perché appena il duo inizia a snocciolare i pezzi dei due dischi precedenti è homecoming istantaneo, in un posto che è un tempo e non un luogo: il 2003, il 2004, il 2005. E anche se I Don’t Know What I Can Save You From o Stay Out of Trouble rischiano di passare per anticaglia preziosa per emozioni accumulate e non per valore intrinseco, la sensazione è che in molti siano (siamo) nella sala vastissima – che si alza, torreggiante, a perdita d’occhio – per fare un giro nel passato.
Più di una volta vengo sfiorata dal pensiero che i Kings Of Convenience non abbiano effettivamente più nulla da dire, come delle creature che hanno compiuto in loro ciclo, pronte a scomparire chissà dove o tornarsene da dove sono venute. Ma non vi voglio lasciare la sensazione che abbia visto un brutto concerto, o passato un’ora deprimente: è solo che a questo punto avrete letto più o meno ovunque di quant’era simpatico Erlend, di come e di quanto ha ballato sul palco, delle gag (a volte divertenti, a volte meno) che ha fatto, dei cori, dei sing-along su Know How, della fine frizzante al ritmo di I’d Rather Dance With You, della resa favolosa dei due nuovi singoli. Perciò, mi resta da guardare agli angoli più scuri della serata e tutto si riassume in questo: il terzo album dei due norvegesi, vuoi per l’acqua passata sotto i ponti, vuoi per le voci costanti di scioglimento, vuoi per lo spessore non eccelso dell’ultimo lavoro, ha un sapore quasi di re-union. One shot, una botta e via. E non mi stupirei se, almeno dal vivo, non li vedessi mai più.

(tutte le foto sono di Elena Morelli)

http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc02.jpg

http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc04.jpg
http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc05.jpg
http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc08.jpg
http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc09.jpg
http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc10.jpg
http://www.vitaminic.it/uploads/foto/kingsofconvenience/koc11.jpg

Pubblicità

Playlist

  1. Zeus! Grandmaster Flesh
  2. Lucertulas 8 Ore
  3. J.Tillman Three Sisters
  4. Uochi Toki Permettendomi Artifici Spontanei
  5. A Classic Education Gone To Sea
  6. Bonaparte My Horse Likes You @ Zeit-Online
  7. Black Mountain The Hair Song
  8. Four Tet Nothing To See
  9. Arab Strap Daughters Of Darkness
  10. Shipping News The Delicate

Archivi

wordpress visitors