9 novembre 2009

Fuck Buttons + HTRK + Chris Brokaw @ Locomotiv, Bologna (18/10/09)

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Partire dalla fine. Forse non si fa, ma per raccontare i Fuck Buttons voglio partire proprio dalla fine. Dal momento immediatamente successivo allo sguardo di intesa di Andrew Hung e Benjamin John Power che ha interrotto il loro set. Dal momento nel quale l’arrivo del silenzio ha completamente bloccato mio canale uditivo. Ho provato in quel momento a vedere le facce delle persone nelle prime file e su quasi tutte c’era una specie di sorriso. Perché nel primo attimo di silenzio in molti erano riusciti a mettere a fuoco quello che era successo nell’ora scarsa precedente. Non vorrei farlo sembrare troppo new age ma la sensazione era proprio quella di un fottuto trip ben riuscito. Imbastito sulle strutture rumorose, profonde e distorte ma anche sulla cassa dritta che in molti negli ultimi tempi hanno tacciato come un passo indietro rispetto al suono drone più primitivo del primo album Street Horrrsing. Il problema principale era capire se il nuovo Tarot Sport, partorito dai due di Bristol sotto l’occhio di Andrew Weatherhall potesse dare dal vivo una forma adatta a ciò che propone sul disco. La risposta è stata un’ora e qualcosa senza interruzioni partita sulla cassa di Surf Solar, che all’inizio ha dato pure la sensazione di essere troppo fredda e distante, ma che senza potere accorgersene è diventato un mantra di tribalismi e rumore capace di entrare dalle orecchie e fermarsi giusto all’altezza dello stomaco. Fatto pure di momenti non proprio delicati ma che a suo modo aprivano ad uno strano concetto di dolcezza primitiva (Olympians su tutti). Giuro che alla fine qualcuno nelle prime file ha gridato un “Mamma Mia” e ancora mi chiedo se fosse estasi o paura per aver preso parte a qualcosa di unico difficile da ripetere di nuovo.

Ora un paio di precisazioni:
L’apertura del concerto è stato affidato a Chris Brokaw e al gruppo australiano HTRK. Il primo si presenta seduto con la sua chitarra e l’amplificatore sussurrando le proprie note di sconforto e disperazione. Un loser, non certo beautiful, sincero, profondo e appassionato che sembra capitato per caso in un serata non sua. Ma capace pure a prendersi qualche applauso.
Gli HTRK invece sono un trio che sguazza in una palude di post-punk, new wave e feedback. Capitanati da una ragazza che canta e batte un tamburo con l’enfasi dell’impiegato alle poste il sabato mattina suscitano in me un misto di noia e sbadigli. Forse si sono impegnati troppo nel recitare la parte perché dubito si possa riuscire a tirare fuori così poco se si ha qualcosa di serio da dire.
L’altra precisazione riguarda le splendide foto che vedete nel post che naturalmente non sono opera mia ma della bravissima Elena Morelli.

Fuck Buttons
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HTRK
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Chris Brokaw
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