15 ottobre 2009

Monsters Of Folk: s/t (Shangri-la Music/ Rough Trade)

mosntersart452Leggi la formazione dei Monsters Of Folk e subito pensi ai migliori supergruppi della tradizione folk, e un po’ te ne dispiaci, perché dai tempi di Dylan il loro risultato discografico non è stato dei migliori. Poi però rileggi bene, con attenzione, e ti accorgi che non tutto quadra. Da una parte Conor Oberst, che ormai da tempo ha abbandonato la strada dell’alt-country per abbracciare l’americana più verace, ottenendo tiepidi consensi e lasciando indietro tanti cuori infranti dalla fine quasi certa dei benemeriti Bright Eyes; dall’altra M Ward, tessitore di melodie retrò su cui Zooey Deschanel si è divertita a cinguettare amabilmente e autore di quello splendido Hold Time, piccola bibbia del guitar folk che ci ha deliziati ad inizio anno. A contorno Mike Mogis, co-fondatore della Saddle Creek e fedele compagno di Oberst, e Jim James (My Morning Jacket), comprimari eccellenti, ma pur sempre comprimari. Un gruppo di vecchi amici quindi, se si pensa ad alcuni tentativi di collaborazione passati fra M Ward e lo squadrone di Omaha. Il disco (omonimo) poi è quello che ci si aspetta: il cantato di M Ward predomina e accompagna canzoni fra il ritmatissimo (Whole Lotta Losin’) e il (meno) movimentato (Baby Boomer, dove instaura uno scambio divertente e un po’ confuso con Oberst) mentre il signor Bright Eyes riprende gli amati riferimenti messicani del penultimo Conor Oberst in Temazcal e offre lezioni didascaliche nella debole Man Named Truth (dove torna il country più old-style). Ma se nel disco sono presenti tanti leitmotiv comuni ai nostri (e non sono affatto spiacevoli a volte, vedi The Right Place, che riporta dritti al periodo I’m Wide Awake, It’s Morning), nei quindici pezzi trovano spazio anche deviazioni interessantissime (l’apertura inaspettatamente ricamata di Dear God (Sincerely M.O.F.), dove Jim James si pone questione esistenziali che non risultano per nulla stucchevoli) e amabili esercizi di stile (Sandman, The Brakeman and Me) che rubano ascolti a ripetizione. In fondo c’è sempre spazio per quei vecchi supergruppi folk nel nostro cuore (o quantomeno nel nostro lettore mp3), no?

Guarda il video di The Right Place

Guarda l’intervista per MTV

Guarda la performance allo show di Conan O’ Brien

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