Crayon Fields: All The Pleasures Of The World (Chapter Music)
Dai Chills ai Bats, dall’intero catalogo Flying Nun ai più recenti Lucksmiths, il pop che viene dalla Nuova Zelanda e dall’Australia è stato sempre ingiustamente sottovalutato, forse per una distanza geografica che a volte non si può colmare nemmeno con internet. Ecco, con l’uscita del secondo, bellissimo, album dei Crayon Fields sarebbe bello invece dargli il peso che merita (ed è un bel po’): All The Pleasures Of The World è uno di quegli instant classic che, per quanto ci si sforzi di andarci cauti, gettano nella più sfrenata adorazione già a partire dal primo pezzo. Mirrorball infatti è un decalogo di stile ed eleganza sul dancefloor, con una delicatezza che ricorda il dream pop dei Cocteau Twins e un ritornello da lacrime e fuochi d’artificio. Il resto del disco si mantiene su questo standard altissimo, spaziando tra fraseggiati ampi e retrò alla Camera Obscura e la pacatezza dei Cousteau, sfociando in un pop purissimo e onesto dalle parti dei già citati Lucksmiths. La vera ciliegina sulla torta poi, sono i ritmi cha cha e rumba che vengono rallentati ad hoc per vestire le composizioni di un velo di esotismo e romanticismo che rendono in un risultato finale insolito e irresistibile.
Insomma, siete pronti per gli applausi?



