Deep Cut: My Thoughts Light Fires (Club AC30/Goodfellas)
Ed eccoci con un disco planato dall’ormai lontano inverno 2009. C’è forse la data di scadenza? Eh no, quindi ve lo beccate. Vogliamo passare un po’ di tempo (o raccoglierlo per poi ucciderlo) con i Deep Cut, shoegaze godibilissimo, canterino e ballerino. In senso buono, buonissimo. Hanno smosso qualche acquetta albionica con Time To Kill, singolo che non sarebbe carino dimenticare. Cantato irresistibile, sussurrato, dove la chitarra dell’ex Death In Vegas Matt Flint (allor bassista, p.d.d.c. – per dovere di cronaca) scorre ruvida come una grattuggia. Non riesco a ben distinguere se mi trovo al Pitch Pit By Night - anni ‘90, un telefilm epocale, intrecci da soap opera, il tentativo di innalzare il livello con la nuova scena alternative che, di conseguenza, ci sta come i cavoli a merenda – oppure su un iPod ultimo grido, in una bella compilation di NME tra le cose più figose dell’anno. Tipo che però dopo poco mi dimenticano. Certi dischi meritano un tempo più lungo di sedimentazione, anche se vengono da un’altra epoca e da un genere che non ci sta bene, nella classifica indie della tivvù. Noi però ci divertiamo lo stesso a rispolverare disco e genere. Ci mettiamo a ballicchiare e sussurrare, ma sempre con un certo contegno.
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