Lissy Trullie: Self-Taught Learner (Wichita/Self)
Prove tecniche per fabbricare una star. Nel senso che allo stato attuale, Lizzy McChesney è un’aspirante icona pop senza il “popular”. Nel frattempo si accontenta dell’indie, ma le cose potrebbero cambiare alla svelta. Non per nulla parliamo di un’ ex modella, ex studentessa di arti visive ed ex lavapiatti di 25 anni, che ha formato una band con l’ex bassista dei Saves The Day e che vuole farsi produrre l’album d’esordio da Bernard Butler (ex chitarrista dei Suede, uno che negli anni ‘90 spacciavano per l’erede di Johnny Marr). Un quadro con troppi “ex” per passare inosservato. Ad ogni modo, già con questo EP, i Lissy Trullie fugano ogni dubbio e ricordano i migliori Long Blondes. Il segreto della formula sta tutto in Ready For The Floor, una cover degli Hot Chip con cui la band di New York si traveste da storia del pop inglese. Le altre canzoni confermano questo amore per la terra d’Albione: Forget About It e She Said hanno la svagatezza urbana di certi Arctic Monkeys, e non mancano reminiscenze di gruppi “made in ‘77″ come Jam e Clash (quindi pure dei Libertines). E Blondie? Ti sei scordato dell’unica band americana senza la quale questa roba non avrebbero senso? Beh, mica devo farvi tutto l’albero genealogico. Non ce n’è bisogno. Self-Taught Learner è complesso perché suonato e prodotto molto bene, ma risulta piacevole e immediato (e talvolta tedioso) come una caramella.

