My Latest Novel: Deaths & Entrances (Bella Union/Coop)
Non passa anno senza le due o tre band indie scozzesi di turno. I My Latest Novel, come per molti altri accade, sembrano appena a un passo dal raggiungere l’ampio pubblico al di qua del vallo adrianeo, della Manica o dell’oceano. Formatisi qualche anno fa in quel di Glasgow, sono stati malauguratamente colpiti dalla subitanea fama di gruppo post-Arcade Fire — la band con il più alto rapporto rilevanza percepita per la musica leggera del XXI secolo/album pubblicati. Se tre quarti dei demeriti dietro la sostanziale non-evoluzione (anch’essa solo percepita) tra il grazioso debutto Wolves e il nuovo Deaths & Entrances vanno imputati agli sconsiderati recensori, la band stessa ha le sue responsabilità. Esponenti di un filone che fatica a rinnovarsi, i My Latest Novel si baloccano con impeti di pop orchestrale e marosi armonici, intrecci vocali e la caratteristica dimensione onirica di certo indie-rock britannico. Non attraversa Deaths & Entrances il territorio del folk elettrico di massa; poco condivide con gli Arcade Fire a parte l’essenza solidamente melodica, gli occasionali interventi di fiati e i dirompenti e prevedibili climax, tra cori e controcori. L’album, con i suoi testi eccezionalmente efficaci e non un singolo brano davvero debole, mostra i suoi lati fragili nella vaghezza dell’afflato teatrale e nella scarsa presa, sulla lunga distanza, del cantato monocorde di Chris Deveney. Se da una parte ci sono episodi brillanti come I Declare a Ceasefire, il paragone più lusinghiero per brani come Reappropriation of the Meme sono i Coldplay: non bastano purtroppo impeto ed emotività, occorrono arrangiamenti coerenti e convincenti. In Deaths & Entrances c’è ancora molto da raffinare, ma noi continuiamo ad avere fiducia nella Scozia e tifiamo per i My Latest Novel.
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