Egle Sommacal: Tanto Non Arriva (Unhip Records/Audioglobe)
C’è chi, album dopo album, resta sempre uguale a se stesso. Eppure c’è anche chi sposta le coordinate del proprio immaginario, trasformandone senso e sapore. Egle Sommacal ci aveva lasciati con il country-blues di Legno, un personale tributo (passando per John Fahey) alle radici della musica americana. Se quel disco evocava un mondo pianeggiante, di grandi spazi e orizzonti senza confini, Tanto Non Arriva è ambientato da tutt’altra parte. Il suono si è spostato verso il blues urbano e un jazz che chiamo ‘primigenio’ solo perché non capisco nulla di jazz, mentre la chitarra acustica ha lasciato il posto a un’elettrica sottilmente spigolosa e ai fiati della Banda Roncati, che forniscono un lirismo inedito alla musica di Sommacal. Tuttavia sono le conseguenze simboliche di queste scelte ad essere sorprendenti. Se Le Ragazze Hanno Sempre Ragione ricorda le atmosfere del passato, il resto del programma trasporta l’ascoltatore in una città fangosa e satura di vicoli. Rigorosamente notturna: perché anche l’illuminazione è cambiata, ed è difficile non pensare ai Massimo Volume più riflessivi ascoltando Alcuni Dicono Buonanotte, La Sera e Il Tuo Lato Di Letto. Mentre in canzoni come Fuori Dal Bar e Alla Ricerca Di Un Lavoro, i fiati aggiungono connotazioni grottesche, suggerendo (almeno a me) la Bologna afosa di questi giorni. Un’eterna e desolata domenica, un po’ indolente e paranoica, che Egle Sommacal ha saputo render bella.
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