Intervista agli Abe Vigoda
A tre mesi dall’uscita di Reviver EP (Post Present Medium) gli Abe Vigoda arrivano alla Casa 139 di Milano per la loro prima (unica) data in Italia. La nostra intervista con Michael Vidal.
Non volevo iniziare con quella faccenda del tropical-punk. Sarete stufi di parlarne… “Anche perché -pensavo- i ragazzi sono cresciuti, le cose si complicano”. Sbaglio? Il suono pulito, freschissimo, veloce e tagliente di Skeleton oggi è più articolato e complesso. Più scuro. Più lento. Forse anche più rumoroso. “I don’t want to say shoegazey, but kind of. I was obsessed with the guitar being super clean, and then I got into being really full and dense. I like Sonic Youth, and now that’s coming out more and more.” (Juan, in un’intervista su Paste Magazine). All’inizio di Don’t lie la batteria ha un sussulto strano. Sembra inciampare su se stessa, viene scavalcata dal muro delle chitarre e dalla voce. Poi il pezzo prende forma e -non so come dire- si aggiusta. Mentre Endless Sleeper qui è quasi irriconoscibile…
Si, credo che tu abbia colto in pieno il punto! Cerchiamo sempre di provare cose nuove, di non ripeterci mai, anche perché non mi sembra davvero interessante o creativo ripetere quello che hai già fatto in passato. Poi credo che tutti noi siamo cambiati come persone, il che ha fatto sì che cambiassimo anche come “persone creative”.
Nei pezzi di Reviver c’è anche un altro tipo di lavoro sulla voce…
Le voci su Reviver sono diverse. Mi è sembrato che questo cantato in registri molto gravi si sposasse davvero bene con lo spirito delle canzoni. Sto iniziando a scoprire cose nuove che posso fare con la mia voce, e sto anche riuscendo a capire sempre di più come implementare questo nella nostra musica. Abbiamo davvero provato a fare di Reviver un prodotto oscuro, denso e disorientante a livello emozionale. Qualcosa di diverso, probabilmente inaspettato.
Lentissima. Buia. Sospesa. Wild Heart è innegabilmente un pezzo di svolta. Come è nata l’idea di registrare la cover di quella canzone?
Wild Heart è una canzone che spicca, decisamente. Non abbiamo mai fatto qualcosa del genere prima. Sono fissato con questo video di YouTube in cui c’è Stevie Nicks che canta la canzone con le sue due coriste dietro, nel backstage. L’arrangiamento è totalmente ridotto all’osso, e la melodia della canzone si impone, spicca. La versione in Reviver è quindi una cover di quel video. Adoro la voce di Stevie Nicks e tutta la stravagante mitologia che circonda la sua carriera. Spero che le sia piaciuta la mia versione.
Cosa possiamo aspettarci dagli Abe Vigoda nei prossimi mesi? Tra LP, 7″, cassette, split, cd-r, tour vari negli ultimi anni non vi siete mai fermati…
Abbiamo appena registrato delle canzoni nuove di cui sono molto entusiasta. Sono le prime registrazioni che facciamo con il nostro nuovo batterista, Dane Chadwick (subentrato a Gerardo “Reggie” Guerrero, ndr), e sono davvero contento per come stanno andando le cose. Abbiamo un 7” che sta per uscire per Slash Records, e un altro in split con una band di Seattle, i Talbot Tagora, che per noi sono davvero una fonte d’ispirazione. Andremo in tour con loro a luglio, per delle date in nord America. Non vedo l’ora.
É la seconda volta che venite a suonare in Europa nel giro di pochi mesi. Come è andata in inverno? Cosa vi aspettate da queste nuove date?
Il nostro ultimo tour in Europa è stata probabilmente la cosa più divertente che io abbia mai fatto. É davvero rinfrancante vedere quanta gente, anche oltreoceano, è interessata e supporta l’arte e la musica. Uno dei miei show preferiti di sempre l’abbiamo fatto durante lo scorso tour europeo, e non vedo l’ora di tornare. Suoneremo quasi sempre con i Mae Shi, che sono grandi amici e ancor più grandi musicisti. Viaggeremo in un unico grande van, quindi sicuramente sarà un casino. Questo tour ci vedrà visitare posti in cui non siamo mai stati e non potete capire quanto siamo eccitati all’idea di suonare in Italia.
A marzo avete partecipato al SXSW. avete visto o sentito cose interessanti? Gruppi che non conoscevate e vi sono piaciuti in modo particolare? Avete dei nomi di ragazzi di cui secondo voi dobbiamo avere il disco?
SI! Be’.. durante il festival in sé è stato un po’ difficile seguire i vari show perché noi stessi abbiamo suonato tantissime volte e abbiamo girato parecchio. Però al ritorno dal SXSW abbiamo fatto un piccolo tour rientrando verso casa assieme agli Women, una band canadese incredibile. Sono i migliori! Super-potenti e fighissimi dal vivo. Hanno queste parti di chitarra molto catchy ma al tempo stesso strane, un po’ progressive a tratti, ma in definitiva hanno canzoni pop davvero ben fatte! Sono anche delle persone magnifiche, non si può fare altro che amarli. In luglio gireremo con i nostri amici Talbot Tagora di Seattle, Washington. Potentissimi e melodici!
Cosa state ascoltando in queste settimane?
Abbiamo ascoltato di tutto, però come gruppo siamo in una grande fase Kate Bush. Mi piace questa cosa che in Inghilterra era una popstar super famosa, nonostante le sue canzoni non fossero di pop convenzionale. Poi mi piacciono un sacco anche le prime cose goth della 4AD, come i This Mortal Coil e i Dead Can Dance. Oh! Proprio oggi ho preso due EP dei Salem che sono dei ragazzi che suonano un hip hop molto rallentato e goth, minimale e rumoroso. Il nostro batterista Dane Chadwick invece si è fissato con This Heat e Venetian Snares…
(traduzione di Nur Al Habash)



