6 aprile 2009

Heartless Bastards: The Mountain (Fat Possum/Goodfellas)

heartless-bastards-the-mountain-cd-cover-album-art“Il blues è un ars combinatoria straordinaria. Ogni volta mi stupisco di come quelle poche note possano ravvivarsi in una forma che suona nuova”, parola dei Bachi Da Pietra. Ma la fascinazione per il blues può anche tradursi nell’uso smodato di strumenti acustici, slide e accordi di settima combinati a cazzo piuttosto che ad arte. Questo terzo album degli Heartless Bastards poteva prendere una strada tipo Howl dei Black Rebel Motorcycle Club (che magari a voi è piaciuto). Rispetto al precedente All This Time infatti la band punta su un sound più torbido e roots, che in Be So Happy evoca persino lo spettro di Leadbelly (mentre era Frank Black l’eminenza grigia del vecchio disco). Una musica circondata da una storia molto americana: l’immagine working class di Erika Wennerstrom, la sua leadership e quel cortocircuito tra arte e vita che diventa il valore aggiunto (e autentico) delle canzoni. Insomma, la mia diffidenza nasceva dal fatto che questo è il classico suono, e la classica storia, per cui la critica ROCK si straccia le vesti a priori. Tuttavia avete presente cosa è successo con i Black Mountain? Nessun miracolo, ma la musica c’era. Gli Heartless Bastards non sono altrettanto bravi, ma sono meno ambiziosi (per fortuna) e hanno scritto 5-6 canzoni che sarebbe un peccato non prendere in considerazione.

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