The Pains of Being Pure at Heart: s/t (Slumberland/Goodfellas)
Da perdere la testa. “I’m with you, and there’s nothing else to do” grida la dichiarazione d’amore di Everything With You, mentre durante le schermaglie di Young Adult Friction è lei a dire “it’s fine if there’s nothing really left to say”. Forse è proprio questo gesto di resa davanti a qualcosa che si sa bene non è possibile arginare, è questo spasimare ostinato, sempre prolungato e infine piegato, la chiave di volta della bellezza dei Pains Of Being Pure At Heart. Nelle mani giovani di questa band di New York, il trucco risaputo di una musica che seppellisce melodie dolcissime e carezzevoli sotto macerie di riverberi, malinconia e rabbia torna a funzionare e commuovere. C’è tanta urgenza e passione in queste piccole canzoni che viene da stringere i pugni e i denti e saltare semplicemente perché “this love is fucking right”. I Pains non cercano di essere nulla di più o di diverso da quello che sono, ma la loro stella seppure minore brilla una luce che non si confonde con nessun’altra, ed è capace di guidare sicura il cuore in fondo a questi 35 emozionanti minuti. Merito, in parte, anche del veterano Archie Moore (Black Tambourine / Velocity Girl) che ha mixato l’album. Oh sì, sembrerà a tutti già “troppo Teenage Funclub”, e “troppo My Bloody Valentine”, e “troppo Field Mice”, e “troppo primi Primal Scream”. Oh sì, sembrerà tutto troppo “carino”, sembrerà troppo “vecchio”, sembrerà troppo “educato”, ma è qualcosa che scuote e che fa perdere la testa, “THIS LOVE IS FUCKING RIGHT”.
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