The Vickers – Keep Clear (Foolica Records/Halidon)
Ho un problema. Soffro di un’intolleranza alimentare nei confronti delle band che iniziano con “The”. Se ingerisco qualcosa con questo ingrediente il mio sistema immunitario sonoro impazzisce e perde oggettività: la reazione allergica spesso mi causa lacrime snob per carenza di creatività e temutissimi giudizi affrettati, ma posso immediatamente rassicurare gli astanti affermando che il tutto non è contagioso e che soprattutto non è il caso del disco in questione. Keep Clear, debutto full-lenght a trentadue denti bianchissimi dei fiorentini The Vickers è un ottimo esempio di quanto sia giusto andare oltre le apparenze. Dopo essermi trovato di fronte all’ennesima band con quell’articolo determinativo nel nome ho temuto di essermi nuovamente seduto al solito fast-food indie col menù scopiazzato dai tizi modaioli d’oltremanica: tracce tutte dello stesso gusto, gente vestita tutta uguale, solito stomaco ribaltato a fine pasto. Invece no, rimango basito: dannazione, ho finito di mangiare e ho il sorriso, sono felice e ho voglia di ordinare ancora. Questo è un fast-food diverso, inizio a capirlo da come mi guarda la gente dietro il bancone; vedo quei quattro ragazzi di un’onestà e una sincerità disarmante, li vedo preparare del cibo apparentemente precotto e chimico, ma portata dopo portata capisco che non si tratta di semplici prodotti riscaldati provenienti dai peggiori magazzini dell’NME: c’è tutto un mondo nuovo dentro le dodici pietanze di Keep Clear, c’è la consapevolezza di ottenere il massimo risultato possibile con la sola semplicità come in I’ve Got You On My Mind (ricetta presa in prestito da un certo Bob Dylan), c’è l’energia ballereccia di The Only One come digestivo e un clima di spensieratezza e leggerezza primaverile che non guasta mai a fare da sfondo. Non vedo l’ora di tornare a mangiare qui dentro.

