25 febbraio 2009

Handsome Furs + Wolther Goes Stranger @ Locomotiv Club, Bologna (19/2/2009)

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Ammetto che avevo sottovalutato questa serata. Mea culpa. Il primo album degli Handsome Furs, Plague Park del 2007, non mi aveva coinvolto, pensavo fosse un po’ troppo dispersivo. Mah… Poi, in previsione di questo concerto, avevo dato un ascolto veloce al prossimo Face Control, in uscita a marzo ancora una volta su Sub Pop, e mi era sembrato addrittura frigido. Boh… Che questo valga come monito per ricordarsi di smettere di ascoltare dischi al computer. Insomma, quando Dan Boeckner e sua moglie Alexei Perry salgono sul palco del Locomotiv non so bene cosa aspettarmi. Alla chitarra lui, meno asciutto e fascio di nervi di quanto lo ricordassi nei Wolf Parade, ai synth e ai beats lei, una specie di M.I.A. bionda e a piedi nudi, tutta sorridente e saltellante. E vengo travolto all’istante. L’attacco irruento con le nuove Legal Tender e Talking Hotel Arbat Blues, che dal vivo suonano molto meno pulite e sintetiche, porta scritto a enormi lettere Springsteen + Suicide, e tutto comincia a vibrare di elettricità e sesso. Il modo in cui Boeckner graffia la sua voce, gli spasmi con cui scuote sé stesso e la sei corde sono capaci di infiammare anche le sequenze della drum machine, e Alexei piegata sulle macchine sembra sentire con ogni fibra del suo copro ogni frequenza spremuta dal microKorg. Tutto raggiunge l’apice con il prossimo singolo I’m Confused, concitato rock’n'roll che raccoglie la cattiveria di certi Primal Scream, e con Nyet Spasiba, canzone a quanto pare ispirata da torbide notti moscovite. Ma anche nella lingua italiana gli Handsome Furs sembrano trovarsi a loro agio: “Bocchino: credevo fosse il nome di un formaggio”, e il feeling con un pubblico piuttosto esaltato li eccita traccia dopo traccia. Richiamati a gran voce per un meritato bis, i due canadesi non si risparmiano, e alla fine è davvero un gran momento quando crollano esausti spalla contro spalla, mentre il fragore dei feedback si prolunga lacerante dagli amplificatori. Uno dei concerti più sensuali e coinvolgenti che mi sia capitato di vedere di recente. Alla faccia dei miei ascolti superficiali. Ad aprire la serata ci aveva pensato Wolther Goes Stranger, il progetto di Luca Mazzieri degli A Classic Education, che con il suo uso “drammatico” dell’elettronica più martellante mescolata ai suoni di un pianoforte affranto, quasi come un cantautore da iPod, e ad azzeccati visual, aveva creato un’atmosfera sospesa e palpitante, perfetta per regolare i cuori su quanto stavano per regalarci gli Handsome Furs.

[foto della nostra nuova fotografa Elena Morelli]

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Playlist

  1. Zeus! Grandmaster Flesh
  2. Lucertulas 8 Ore
  3. J.Tillman Three Sisters
  4. Uochi Toki Permettendomi Artifici Spontanei
  5. A Classic Education Gone To Sea
  6. Bonaparte My Horse Likes You @ Zeit-Online
  7. Black Mountain The Hair Song
  8. Four Tet Nothing To See
  9. Arab Strap Daughters Of Darkness
  10. Shipping News The Delicate

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