21 gennaio 2009

Giorgio Tuma: My Vocalese Fun Fair (Elefant Records/Goodfellas)

l_7f86abf2a6f74aa281ebb09c770b2f35Il disco di Giorgio Tuma è sorprendente. A dire il vero, già pensavo che il fingerpicking nostrano avesse qualcosa in più da dire, rispetto ai numerosi alfieri del genere che girano per il mondo; ma – ripeto – il disco di Giorgio Tuma è sorprendente. Mi sono immaginato Bon Iver che finalmente incontra una splendida ragazza brasiliana di cui si innamora; e lei ricambia, però. Sì, certo potrei scrivere che si rifà a Caetano Veloso, a Jobim…ma mi sembra più pregnante la prima descrizione. Il pop-bossa nova (pop-nova? bossa-pop? lascio al vostro arbitrio la scelta di una tag efficace) è la variabile generosa che rende i pezzi freschi, nuovi, solari alternandosi a brani più cantautoriali e meno latini (Two Happy Sad Guitars), e spalancandoci sorrisi di consenso (Let’s Make Steven’s Cake e la brasilianissima …And Three Parasol Stars). La cosa affascinante è la capacità di combinare songwriting, pop e “latino” senza che il disco ne esca a pezzi o a singhiozzi; e invece è un mix di suoni coloratissimi, che accompagnano melodie semplici, coinvolgenti e mai banali. Non so dirvi il pezzo più bello, in questa sarabanda di emozioni ogni tessera è al suo posto e l’immagine che viene fuori è quella di uno dei più bei dischi di quest’anno. My Vocalese Fun Fair – questo il titolo dell’album – esce per la Elefant Records (La Casa Azul, Camera Obscura, Trembling Blue Stars…), etichetta “prestigiosa” e di riferimento per la musica indiepop.

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Sono nato nel 1983, appena in tempo per godermi in coscienza i mondiali ‘90s e i canestri di Michael Jordan. A sette anni imbraccio la tastiera, ma senza accorgermene mi trasformo in un bassista da cover band o in fagotto d’orchestra: a volte confondendo i ruoli. In una caldissima estate di quattro anni fa mi appaiono in sogno Nick Drake, Elliott Smith e i Kings Of Convenience, con questi ultimi che fanno i dovuti scongiuri, viste le circostanze. La mattina seguente tutto cambia: appendo al chiodo il mio diploma in Conservatorio, compro una Laurea e inizio a leggere e scrivere. Da allora ascolto musica in maniera compulsiva e disordinata, sogno di andare a spaccare la legna in una foresteria nella Gotia svedese e di suonare il fagotto con i Belle And Sebastian. Tutto il resto è bloggaglia. — Visita il suo profilo

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