Il Salotto di Mao #02
Il Salotto di Mao – 17/01/09
(www.cortocorto.it – puntata numero due)
Adesso vorrei una decina di milioni di euro, una villa sulla luna e l’elisir dell’eterna giovinezza.
Vien da esprimere desideri impossibili, dopo aver assistito, sabato scorso, a una delle puntate migliori de Il Salotto di Mao, sette giorni dopo il mezzo flop di cui si è parlato la settimana passata.
Sabato, infatti, tutto è filato via per il meglio: è tornato il sommo Catalano, Jo Coltreni è stato meno fumoso di altre volte, Cato ha elettrizzato, Paolo dei Fonz ha riverberato, e il professor Mungo ha scosso gli animi con un editoriale bello aggressivo, come piace a noi.
Secondo alcuni, parte del merito andrebbe ascritta al tema della serata, l’America, che ha tirato tutta la grinta e la passione fuori dai cuori di chi ha calpestato quei due metri quadri di palcoscenico. Ma la mia opinione è un’altra.
Secondo me, invece, ciò che ha fatto girare il delicato meccanismo nel verso giusto è stato un’insieme di cose, la principale delle quali è andata in onda qualche ora prima su Raidue. La presenza a Scalo 76 di Mao e i Lasuaband, come da mantra ossessivamente ripetuto da Federico Russo, ha infatti pompato a mille i nostri quattro eroi, che hanno affrontato la serata con uno spirito a metà tra il gladiatorio e il self confident, un po’ come se Russel Crowe nell’arena si fosse trovato davanti a Paperoga: grande fiducia nei propri mezzi e assoluta determinazione nel far divertire il pubblico. E questa bella sensazione, come da classica teoria dei vasi comunicanti, si è trasferita anche a tutti coloro che hanno partecipato alla serata: gente seduta per terra, telecamere della Rai che davano fastidio alle telecamere di CortoCorto, tempi ben misurati e la giusta alternanza tra rock e cultura.
Unica grave pecca della serata, la mia sconfitta nel quiz settimanale che mi aveva visto imbattuto: la domanda stile golden gol sul locale per donnine facili in via Frejus è stato un evidente golpe di Domenico Mungo, che in combutta con Giorgio Valletta ha deciso di sabotare la mia luminosa carriera di scassaminchia.
Ma non temete, miei cari, mi rifarò! E allora sì che si potrà parlare di una serata perfetta.
Claudio Pizzigallo
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