Arnoux: Cascade (Knifeville)
Immergersi in un disco come nell’accogliente tepore di una vasca. Suoni per nuotarci attraverso facendo attenzione a increspare la superficie il meno possibile, suoni che scorrono via in mille rivoli. Sarà per via del fatto che a quanto pare è stato composto a Venezia, sarà per via del booklet (meravigliosamente curato, come tutte le produzioni di casa Knifeville) che contiene soltanto fotografie subacquee ed elusive, ma Cascades, album di esordio per Arnoux, ovvero Fabio Arnosti, che già avevamo conosciuto come bassista dei Ten Thousand Bees, davvero trabocca di suggestioni liquide.
La pioggia cade morbida ma insistente su Today, a Rainy Day, le ranocchie gracidano dentro Mia and Me, le finestre sono coperte di gocce e vapore in Like Yesterday, Like Tomorrow, e mille barbagli si riflettono sopra le ritmiche forsennate di I’m Going Down, Down Brown. Arnoux ha realizzato un album delicato e allo stesso tempo intenso, composto da canzoni come piccoli specchi d’acqua, in cui galleggiano suoni elettronici (si potrà ancora usare la parola “glitch”?) e acustici (chitarre, vibrafoni, contrabbasso, percussioni) che si mescolano senza fretta e con grazia.
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