8 ottobre 2008

Le Man Avec Les Lunettes – Plaskaplaskabombelibom (My Honey Records/Zahr Records)

Il mio poliziotto di quartiere è Paul Mc Cartney.

La storia così come la raccontano i cospirazionisti la saprete – l’autostoppista, il semaforo, la macchina distrutta, la copertina di Abbey Road, A Day In The Life, William Campbell, poliziotto, quasi sosia, che fa qualche operazione, prende lezioni di basso ed evita la psicosi. E la versione ufficiale pure – è tutto falso, ridiamoci su. Però sono entrambe false. Paul (lo racconta spesso) non ne poteva più dello stress, della pressione, delle uscite graffianti di Lennon e della sua scimmia. Così, quando un giorno ha conosciuto Campbell, ha orchestrato l’incidente, l’incontro di quest’ultimo con i Beatles, e il resto è storia. Lui si è scambiato di ruolo, ha fatto il bobby per un po’, ha deciso di girare il mondo, ora arrotonda facendo il poliziotto di quartiere in Emilia mentre si gode metà degli introiti delle canzoni che ha scritto. Tra l’altro non ci si mette niente a riconoscerlo, è affabilissimo e ti passa volentieri un sacco di musica (ottimi gusti, ma ascolta troppo indie svedese e rimpiange i Pavement ogni due per tre).

L’altroieri insisteva che dovevo ascoltare i Le Man Avec Les Lunettes. Che sono un gruppo di Brescia, diceva, ma potrebbero essere figliocci dei Beatles, la scrittura più inglese che esista in Italia. Uh, gli ho detto io. E poi? E poi ci puoi sentire i Grandaddy (Apples), c’è Francesca di Amycanbe e Comaneci che sussurra alla sua maniera sulla languida I Can’t Get Anything, ci sono gradazioni crescenti di twee in A Summer Song, Se På Stjärnorna e The Biggest Way, c’è Lennon (maledetto, ha soggiunto) in Supermarket For Superman e nelle divagazioni psichedeliche (a tratti quasi un calipso) di Nothing Is Really Blue, ci sono The Happy Birth Of You And Me o The Lunch Boy che è quello che scriverei io oggi – o almeno quello che io e John scriveremmo dopo un’overdose di Flaming Lips. Uh, ho fatto. E poi? E poi ci sono tempi strani, fisarmonica, violoncello, organo, glockenspiel, tanti synth (prima erano solo in due, ma ora sono in sei, e si sente), gioia e malinconia, e mai un passaggio banale, per quanto semplici possano essere – o sembrare. Uh. Tutto insieme? Tutto insieme, ed è proprio un piacere ascoltarlo. Altro? Sì, mi fa. Lo puoi ordinare normalmente, o comprare online offrendo la cifra che ritieni giusta. Come i Radiohead? Come i Radiohead. E quanto tempo ci hanno messo a fare tutto ciò? Mah, dice, un paio d’anni, ma nel frattempo hanno fatto una settantina di concerti e raccolto i precedenti lavori in ?, si chiama così, bellissimo, procùratelo. E tutto questo a Brescia? Eh, a Brescia. Perché, io non lavoro a Casalecchio?

E quando Paul dice così, che posso replicare? L’ho salutato e sono andato a sentire l’album. Provate pure voi ad ascoltarlo, non credo ve ne pentirete. E non perdetevi il tour, se incontrate Paul offre birre a banco che è un piacere.

Visita il sito dei Le Man Avec Les Lunettes e offri quanto vuoi per scaricare la versione digitale dell’album
Scarica Our Driver Goes Fast (dal precedente ?)
Scarica Tennis System And Its Stars (dal precedente ?)
Scarica Victorian Swimming Pool (dal precedente ?)

Giorgio si domanda come riparare ai propri errori, e a quali dei tanti. — Visita il suo profilo

Articoli correlati

Archivi

wordpress visitors