For Against: Shade Side Sunny Side (Words On Music)
E’ soltanto per una mera collocazione cronologica che non si fa menzione dei For Against nel monumentale saggio di Simon Reynolds “Post-Punk”. La scelta di fermare il flusso narrativo all’anno 1984 ha escluso la band originaria del Nebraska che può definirsi a tutti gli effetti figlia del suono cupo di band come i Joy Division. La Word On Music, dopo aver ridato alle stampe i primi due dischi, Echelon e December, pubblica adesso un lavoro del tutto nuovo in cui la sostanza non cambia. E’ ancora una cupezza di fondo l’intelaiatura di base in cui si inseriscono suoni prossimi alla tradizione wave degli anni ’80, talvolta smussati e arrotonditi da passaggi più morbidi e rilassati. Le geometrie fredde e sintetiche di quelle sonorità sono annacquate da elementi post rock non troppo coinvolgenti, mentre un’aura dimessa attraversa la maggior parte delle nove composizioni in scaletta. La sensazione è quella di trovarsi di fronte ad un disco da una parte positivamente anacronistico, dall’altra inquinato da passaggi privi di reale spessore che evidenziano qualche ruggine di troppo e una plausibile mancanza di idee. Probabilmente lo stesso Jeffrey Running, l’unico elemento originario del trio, consapevole dei propri limiti attuali, si è limitato al lavoro calligrafico, prossimo ad una perfezione formale e comunque rattoppato con un effetto diluente percepibile nei passaggi più deboli. E’ come quando in un bar vi preparano un cocktail riempendo il bicchiere per tre quarti di ghiaccio tritato: l’effetto sarà sulle prime rinfrescante, ma al quarto sorso, quando dalla cannuccia non uscirà più nulla vi viene soltanto voglia di imprecare con il barista. Ecco, dopo tre o quattro tracce di Shade Side Sunny Side sarete pervasi dalla stessa senzazione di inconcludenza. E non avrete nemmeno nessun barista con cui prendervela.
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