Speedmarket Avenue: Way Better Now (Elefant Records)
Prima o poi bisognerà dedicare un monumento a Jari Haapalainen. Questo musicista svedese, già chitarrista della band di culto (almeno in patria) Bear Quartet, ha messo a segno un’infilata di produzioni che se non hanno cambiato la storia della musica, stanno comunque lasciando un segno notevole: Camera Obscura, Concretes, Ed Harcourt, International Noise Conspiracy, Laakso, giusto per citare i nomi più noti. Ora è la volta degli Speedmarket Avenue, originari di Norrkoping, accasati presso l’etichetta spagnola Elefant Records, e giunti al secondo lavoro sulla lunga distanza. Anche in questo caso l’impronta di Haapalainen è ben riconoscibile, ma al tempo stesso sa tirare fuori le qualità migliori del sestetto. Suoni sontuosi e tirati a lucido, con sfoggio di ottoni e gran spolvero di pianoforti, archi e glockenspiel. Sembra quasi che gli Speedmarket Avenue debbano suonare di spalla a Beatles, Beach Boys, Arcade Fire e Belle and Sebastian in una sola sera.
L’ostinato andamento di Sirens inaugura le danze, spalancando una prospettiva ampia. Potrebbe essere quasi un pezzo da finale epico e invece qui serve a decidere che non ci si pone limiti. Infatti, si passa dal ritmo poderoso e quasi glam della canzone che dà il titolo all’album alla leziosità da filastrocca di Don’t Fall in Love, dalla sentimentale e decadente The State of Harmony alla sbarazzina No Drama (che nonostante tutto parla presumibilmente di un suicidio). Funziona il gioco tra le due voci di Isak Klasson e Sibille Attar, dove però toccano spesso a quella maschile i ruoli più sentimentali, mentre quella femminile si mostra più ferma. Funziona ancora una volta l’eleganza un po’ formale di Haapalainen, e fa buon gioco a canzoni che forse non hanno la forza di sorprenderci ma possiedono la qualità di mostrarsi limpide e aperte, proprio come uno di quei cieli tersi della Scandinavia.
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