19 giugno 2008

Essie Jain: We Made This Ourselves (The Leaf label)

coverQuello di Essie Jain è un microcosmo di intimità e parole sussurrate all’orecchio. We Made This Ourselves è un disco solitario che non ha bisogno di essere condiviso, ma richiede la tranquillità di una stanza silenziosa, preferibilmente quando la sera è calata fuori dalla finestra. Fatto di canzoni semplici ed ancorate alla tradizione folk, in cui il piano svolge il ruolo predominante e tutti gli altri strumenti sono rigorosamente unplugged, predispone ad umori rilassati e contemplativi. La voce delicata non sfocia nell’infantilismo à la Joanna Newsom, mostrando anche una certa versatilità nelle sfumature, vicine alle tonalità confidenziali di Rosie Thomas. Quel che rimane sono gli arrangiamenti semplici e lineari, delicati tappeti di archi in sottofondo ed atmosfere ancestrali, rassicuranti. Di album come questo ce ne sono tanti, che non amano affacciarsi sul mondo circostante, ma preferiscono piegarsi su se stessi e predisporre ad ascolti “omeopatici”, cioè a piccole ed innocue dosi. Già, perché non sempre riusciamo a trovare il momento adatto a queste canzoni se viviamo nel caos, mentre la voce di Essie non è altro che una piccola interruzione nel silenzio che talvolta ci creiamo attorno.

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