Mínus: The Great Northern Whalekill (One Little Indian)
The Great Northern Whalekill è il quarto album degli islandesi Mínus, una band che, dopo essere stata in tour con ogni singolo ensemble “rock” protetto da Santa Mtv, è ancora inspiegabilmente ignota al grande pubblico.
Sconvolti da questa mancanza abbiamo deciso di stendere una lista delle categorie umane che potrebbero essere interessate all’ascolto di quest’opera. Il nostro intento è quello di agevolare, ma soprattutto velocizzare la Vostra quotidiana ricerca di accattivanti novità musicali. Il tempo risparmiato potrà essere investito in attività lodevoli quali le pulizie di primavera o l’organizzazione di una fuga all’estero.
Consigliamo dunque il nuovo album dei Mínus agli ultratrentenni nostalgici convinti che dopo gli AC/DC sia subentrato il vuoto siderale, agli amanti di Queens of the Stone Age e Kyuss, a chi non trova che l’associazione del nome The Great Northern Whalekill e della foto di copertina sia un tantino disdicevole, a chi adora gli uomini nerboruti con enormi tatuaggi apparentente volti a confermare la loro mascolinità, a chi ha apprezzato il lavoro di Joe Barresi (un produttore noto per aver collaborato con Melvins, Jesus Lizard, Tool, Tomahawk, ecc.), a coloro che amano un certo suono metallaro, rifinito al punto da risultare mainstream, ma che desiderano sfoggiare anche degli ascolti indie, a chi rimpiange il grunge da classifica e si consola con i Foo Fighters, a chi ritiene che sia necessario essere completisti relativamente alle uscite islandesi, a chi desidera osservare delle foto di un pallido bambino obeso privo di abiti, a chi si esalta ascoltando dell’hard rock di terza generazione saturo di feedback e riff d’altri tempi ed infine ai giovani che bevono Jack Daniel’s a colazione per essere come Slash e si vestono fingendo di essere appena stati ad un concerto dei Guns ‘n Roses (nel 1987). Consigliamo inoltre un tentativo di ascolto a chi ha trovato insignificante Howl, il terzo album dei Black Rebel Motorcycle Club, e al contrario si è stracciato le vesti nell’udire i brani che compongono il più recente Baby 81.
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