SXSW Pt. VII: White Denim, Blitzen Trapper, Jens Lekman
Il venerdì il SXSW inizia a diventare particolarmente caotico. Agli appassionati si aggiunge il pubblico di Austin più o meno casuale che, assicuratosi un weekend più lungo, si mette pazientemente in fila fuori dai locali che ospitano gli eventi gratuiti. È questo il casodi Hot Freaks, il party che vede una quantità di blogger unire i loro sforzi organizzativi per assicurarsi uno stormo di act che mettono d’accordo quasi tutti i palati. Il sole picchia orribilmente.
Dei White Denim avevo sentito parlare in loco. Sono stati la vera sensazione del SXSW 2008, la band attorno alla quale è proliferato più street buzz. I giornali che gli hanno dedicato copertine durante la quattro giorni spuntavano dovunque, complice, di certo, il fatto che il trio garage/noise sia originario di Austin. Sono rimasta molto colpita dalla loro performance; mi pare di aver capito che fosse l’ultima delle altre dieci che avevano fatto prima, un po’ dovunque.
Guarda i White Denim all’Hot Freaks party
Dei Blitzen Trapper ho pochissimo da dire, se non che non mi sono mai piaciuti. Nonostante il clamore di cui Pitchfork li ha circondati. È un opinione davvero personale. Li ho osservati con serenità, una punta di noia e una certa indifferenza. Ma li ho filmati comunque certa che il video avrebbe trovato i suoi appassionati ed estimatori.
Guarda i Blitzen Trapper all’Hot Freaks party
Jens Lekman era l’headliner della festa, che oltre al già citato stormo di blogger era promossa dal migliore (o, almeno, dal più hip) negozio di genericamente dischi indie online: Insound. Pur avendolo visto dal vivo già un paio di volte, mi sembrava assurdo non assistere neppure a una delle sue molte esibizioni previste dal SXSW. Volevo ascoltare come suonava Night Falls Over Kortedala live. Quale espressione calzava il Nostro mentre cantava Friday Night at the Drive-In Bingo. Come si incrinava la sua voce mentre raccontava di quella famosa cartolina a Nina. Ecco come, lo potete vedere qui in basso. Jens interrompe il flusso della canzoni per riempire i gap della storia, è uno spettacolo piuttosto divertente, che assomiglia a un tutto sommato interessante Lekman-ibrido tra spoken word e pop. All’inizio lo sentirete, tra l’altro, chiedere di non filmare il concerto e non metterlo su YouTube: la storia che segue è molto divertente, la gente che mi strizza da ogni lato ride con coinvolgimento e alza il mento verso questo nuovo (anti)eroe. Nuovo (anti)eroe per il pubblico d’oltreoceano, s’intende.
Guarda Jens Lekman cantare A Postcard to Nina al SXSW, all'Hot Freaks Party



