Peter Kernel: How To Perform a Funeral (On The Camper / Jestrai)
A settembre, in un frammento di diario tenuto durante le registrazioni del loro album d’esordio, i Peter Kernel scrivevano: “ci siamo riconciliati con il pop. Adesso abbiamo qualcosa da cantare”. Il punto di partenza di questa band svizzera era infatti tutt’altro: nati tra improvvisazioni strumentali e colonne sonore per cortometraggi sperimentali, dopo l’allargamento della formazione con l’ingresso di una seconda chitarrista e un viaggio in Canada, hanno cominciato a dare forma compiuta a una serie di brani, raccolti nel demo Home Recordings del 2006.
Secondo le intenzioni dichiarate dagli stessi Peter Kernel, l’album inciso nell’estate dell’anno successivo, uscito a marzo 2008 e distribuito anche in Italia da Jestrai, vuole proprio “fissare un punto di passaggio tra un periodo scuro ed un altro decisamente più chiaro”. E così, se da un lato si può dire che la matrice noise costituisce ancora la base dell’impasto sonoro di questo How To Perform a Funeral, dall’altro sembra emergere in diverse canzoni una materia nuova, con echi di Sonic Youth, Nirvana e Blonde Redhead. Glaciale distacco si mescola a improvvise scariche più accese e aggressive. Quando un ritmo più lineare si fa strada tra gli intrecci delle chitarre (come in Smiling oppure Shoot Back, o nella pixiesiana What the Hell) tutto cade al proprio posto e i Peter Kernel riescono a tradurre il loro linguaggio di rumore in una tensione più diretta, in qualche modo più nuda ma efficace. Funziona l’alternarsi delle voci maschili e femminili, e piace la sensazione di disorientamento che lasciano queste undici tracce, dove qualcosa lotta, continua a strapparsi e ricomporsi, fugge e vuole tornare, e non smette di cercare.
Visita il sito dei Peter Kernel
Ascolta qualche canzone sul loro MySpace
Acquista l’album da Jestrai
Guarda il video di Rena



