11 aprile 2008

Il Genio: S/T (Disastro)

Innamorarsi dei dischi, dopo che delle persone, rimane il metodo più efficace per recuperare un po’ di ispirazione sentimentale e voglia di vivere. Con Il Genio è stato quel genere di colpo di fulmine improvviso e inaspettato che ti fa fiorire le primavere dentro con il solo potere di un verso e un giro di basso, con una facilità talmente sfacciata da non poterla prendere sul serio.
Lui è Gianluca De Rubertis, (già corpo e mente degli Studiodavoli) e lei Alessandra Contini, caschetto nero e fascino da vendere. Insieme mettono su questo miscuglio micidiale di esotismo beat anni sessanta, elettronica e pop raffinato che ha tutte le carte giuste per fare stragi di ascoltatori.
Arricchito dal contagio intramontabile del beat dei più grandi successi di Françoise Hardy e di France Gall, il lavoro de Il Genio è un ricamo prezioso che intreccia i fili del lolitismo e della pornofonia 60’s con la perfezione di un pop ricercato e per questo irresistibile. L’esempio più lampante del loro beat eccitato è A Questo Punto, spremuta di hammond e groove e ritornello da manuale, così come Le Bugie di François, pezzo in cui si sente più massiccia l’influenza retropop dell’esperienza Studiodavoli, nell’atmosfera da viaggio interstellare e nelle note che scivolano più veloci ed improvvise nelle curve delle melodie. Ma anche quando i due si cimentano in delicati duetti come Applique, Tutto è come sei tu o La Pathétique si hanno risultati entusiasmanti; l’eredità romantica di certe canzoni dei sessanta riemerge nella lucentezza dello stile e nell’essenzialità dei versi giocosi e semplici che riporta alla mente l’ispirazione di Nico Fidenco e di Gainsbourg, ricalcando per altro la coppia del francese e della Gall più ingenua ed adolescente. Ed è proprio la naïveté della voce della Contini uno dei punti forti della coppia; sospirata e bambina, ironica e fatale, è figlia della reginetta della lounge jappo-francese Kahimi Karie, di cui viene non a caso coverizzata la deliziosa Una Giapponese A Roma.
Strumentazioni vintage e drum machines, il gusto retro’ del bianco e nero e l’immaginario futuristico, i francesismi dello yeyé e la canzone italiana.
Questo disco si candida in direttissima tra i più interessanti dell’anno.

Visita il sito della Disastro Records
Guarda il video de La Pathétique

Playlist

  1. Simon Scott Nivalis (edit)
  2. The Knife Colouring Pigeons
  3. Warpaint Elephants
  4. Avril Lavigne Alice Underground
  5. Bologna Violenta Trapianti Giapponesi
  6. Motorpsycho She Left On The Sun Ship
  7. unòrsominòre. Le notti difficili
  8. The Magnetic Fields You Must Be Out Of Your Mind
  9. R.U.N.I. Il ballo del quaquaraqua
  10. Richard Skelton The Shape Leaves (Early Version)

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