Why?: Alopecia (Anticon)
All’età di tredici anni avevo una visione incredibilmente distorta del mondo. Con il senno di poi posso dire di aver desiderato ed immaginato una vita sedentaria fatta di quelli che, con ogni probabilità, sono boschetti canadesi. Sognavo il diritto di gestire i miei capelli senza alcun tipo di ingerenza parentale. Tra le altre cose, bramavo una perfetta conoscenza dell’inglese, volta ad un godimento a 360° dei dischi da uomini che mi tenevano compagnia quando mi dedicavo alla contemplazione delle suore e al loro placido attraversamento del cementiceo cortile della mia scuola.
Se all’epoca avessi potuto vedere il mio presente ed in particolar modo la mia fronte instancabilmente corrugata, forse avrei fatto delle scelte diverse.
L’ascolto di Alopecia, che nelle ultime settimane ha monopolizzato la mia vita, rappresenta per certi versi l’apice del mio parziale fallimento sul fronte del godimento assoluto di un album in inglese.
La sfida quotidiana all’apparente incomprensibilità di alcune frasi o parole mi ha permesso di quantificare il valore del nuovo album di Why?, al cui cospetto tendo ora a sentirmi simile ad un frammento nulla.
Molti hanno scritto di Alopecia affermando che, a causa della sua natura intrinsecamente sconclusionata, rappresenta un passo falso rispetto all’inattaccabile splendore del precedente Elephant Eyelash.
Personalmente adoro la disperazione, motivo per cui, dopo un’iniziale fase di diffidenza, ho ceduto.
Il terzo album di Yoni Wolf (il secondo in cui si fa accompagnare da una band) trasuda tragicità e torna assai frequentemente su temi quali la morte e il suicidio, costruendo un’atmosfera che nel suo complesso si fa funerea.
Come non ricordare la spensieratezza uditiva del 2005 in cui trovava posto il verso “Always be working on a suicide note” (dal brano Rubber Traits)?
Alopecia, nel suo brulicante mix di generi musicali, pare esprimere con maggiore chiarezza quella stessa inquietudine.
Il cantato di Yoni Wolf, pur restando marchiato dalle sue origini hip hop, muta in favore di un risultato più melodico, quasi indie pop, come testimonia il brano Good Friday, magnificamente lapidario.
L’attraversamento di Alopecia è la dolorosa ed intima ricostruzione del ricordo di un rapporto sentimentale finto male. Ogni verso porta con sé un immagine ben definita. Con poche sillabe Yoni ci permette di visualizzare persino i più trascurabili dettagli.
Vi invito dunque ad indossare delle cuffie enormi, utili per isolarvi dal resto del mondo, e a soffrire sul dolore di un estraneo.
Buon ascolto.



