21 marzo 2008

Surrounded: The Nautilus Years (One Little Indian)

coverNon sempre la testa riesce a star dietro al ritmo della giornata che corre veloce. Vorremmo avere più tempo per una tazza di tè caldo, per un bel film o semplicemente per guardare un po’ fuori la nostra finestra. Il tempo gioca con noi come il gatto col topo. C’è bisogno di dischi come questo per diluire le ore che passano frenetiche e sprofondare in un languido torpore che non è noia ma romantico incedere del nostro lato emotivo. Infilare nel lettore l’album dei Surrounded all’ora giusta della sera, o a metà pomeriggio quando il sole si inchina al volere delle tenebre, potrebbe essere davvero la mossa vincente. Undici canzoni che ricordano moltissimo gli Sparklehorse più intimi e rilassati di Good morning spider, con la voce soffusa, gli arrangiamenti a bassa fedeltà e quella subdola malinconia che lentamente si infila sottopelle e non ti lascia scampo. Non un colpo al cuore, ma un progressivo arrendersi ad atmosfere liquide e in controluce, in cui i contorni delle cose sfocano nell’ombra. Quel che manca è un pizzico di originalità e una canzone che possegga quel tocco in più da farla emergere sulle altre. Per il resto nulla da eccepire, seoprattutto se la frenesia attorno i vostri pensieri non vi da scampo: una delle soluzioni, oltre a mandare a quel paese il mondo, potrebbe essere questo disco.

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