18 marzo 2008

Stephen Malkmus & The Jicks: Real Emotional Trash (Domino)

coverEvidentemente c’è gente che rovina il proprio lavoro di proposito. E’ un po’ come voler decollare in mongolfiera e allo stesso tempo riempirla di sacchi colmi di mattoni. Io Stephen Malkmus non lo capisco e i suoi dischi mi piacciono a metà. Potrebbe semplicemente scrivere onesti album di indie-rock spigoloso che farebbero mangiare la polvere a centinaia di artisti più giovani, invece si diverte ad appesantire il tutto con acide divagazioni strumentali alla chitarra digeribili come la peperonata di primo mattino. Disorienta passare da un bellissimo brano stile Pavement come “Cold Son”, alla lunga coda psichedelica e fine a se stessa della title track, che tra l’altro nei minuti diciamo “canonici” è il miglior brano del lotto. Lui è come un attaccante troppo affamato di gol che vede arrivare la palla dall’alto, la stoppa magistralmente e per la troppa voglia di bucare la rete colpisce troppo di fretta e troppo forte e spedisce il tiro in curva. A volte ci vorrebbe più senso della misura, perché se sai scrivere una pop song obliqua come Gardenia significa che hai ancora tutto il necessario di far innamorare i vecchi fan dei Pavement e anche la folta schiera di imberbi indieboys che nascono come i funghi (molto spesso velenosi).

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