13 marzo 2008

Stalkers: Yesterday is No Tomorrow (One Little Indian)

http://www.vitaminic.it/uploads/2008/03/stalkers.jpgCinque uomini con lo stesso taglio di capelli stringono tra le mani dei drink. Hanno sguardi compiaciuti. Ci lanciano una sfida.
La sfida consiste nel mettere a tacere le nostre voci interiori, che ci intimano di ignorare i cinque uomini con lo stesso taglio di capelli.
Passano i giorni. Il disco dei cinque uomini resta immobile. Così immobile da scatenare in noi terribili sensi di colpa.
Torniamo a fissare copertina con la foto dei cinque uomini. Si chiamano Stalkers. Vengono da Brooklyn. Si vestono come gli Strokes. Si dice siano dediti alle gioie distruttive della giovinezza. Prevediamo per loro cirrosi epatica fulminante.
Il loro album ha un titolo davvero brillante: Yesterday is No Tomorrow.
Dopo attenta analisi della copertina, ci aspettavamo l’ennesimo ammasso di ciarpame di stampo britannico. Un vero supplizio.
Con stupore scopriamo invece che si tratta di un movimentato recupero di sonorità alla New York Dolls, riproposte in una formula poco originale, ma capace di far infervorare chiunque sia minimamente ubriaco.
Gli Stalkers non saranno forse gli uomini più affascinanti di questo mondo, ma di certo sanno come far denudare le ragazze più disinibite atteggiandosi da rockstar. Oggigiorno pare bastino un ascot e dei denti storti.
Yesterday is No Tomorrow trasuda una visione della vita romanzata, fatta di vita notturna e belle figliuole. Ai nostri occhi appare un tantino trita, volatile. I singoli sono indubbiamente potenti, ben costruiti, orecchiabili fino all’illegalità. Ma il resto dell’album scorre come acqua tipieda, componendosi di brani fin troppo simili, in cui non mancano piccoli ed innocenti accenni di plagio.
E’ evidente che gli Stalkers hanno ancora qualche chilometro d’esperienza da percorrere. Con quei jeans aderenti probabilmente non andranno lontano.

Visita il MySpace degli Stalkers

Margherita Ferrari scrive per Vitaminic. — Visita il suo profilo

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