Operator Please: Yes Yes Vindictive (Brille)
Ma si, la musica è anche una questione prospettica e di alchimie. Mi spiego meglio: il disco degli Operator Please difficilmente mi entrerà sottopelle finendo per scuotere qualcosa dentro di me, eppure oggettivamente è un ottimo disco di pop rock. Di come ce ne sono tanti, ma fatto meglio di molti. Avete presente le miriadi di band che mensilmente il NME ci propina come next big thing, catapultandoli nel dimenticatoio nell’ di qualche settimana? Ecco, il quintetto australiano appartiene alla ormai folta schiera di punk-pop-rockers non troppo spigolosi ma perfetti anche per le piste da ballo meno patinate. Un pò Long Blondes, un pò Breeders, questo manipolo di ragazzi capitanati dalla travolgente verve della cantante Amandah Wilkinson si distingue per energia e carattere e sono sicuro farà muovere i culetti di molti di voi. In caso contrario dimostrerete di essere delle persone davvero insensibili. Il problema di questo lavoro…no, nessun problema, come dicevo è solo questione di alchimie. Non tutti i percorsi emotivi di chi ascolta una band sono necessariamente costretti ad incrociarsi, ed i miei difficilmente si fanno travolgere da queste soluzioni. Però, per donare energia ad una giornata da poco iniziata, per sollevare gli animi di una festa che langue, Yes Yes Vindictive potrebbe essere il rimedio perfetto. Poi, per verificare la vostra affinità con queste canzoni e le vostre alchimie magari sopite non vi resta che ascoltare il disco in streaming su Vitaminic, perchè canzoni come Just A Song About Ping Pong potrebbero stendervi al primo ascolto. In definitiva, la vostra prospettiva potrebbe essere migliore della mia. Ve lo auguro.
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