Hollowblue: Stars Are Crashing (In My Backyard) (Midfinger)
Devi ascoltarli con attenzione gli Hollowblue, non perché ci sia qualcosa di ostico nelle loro canzoni, ma piuttosto perché bisogna lasciarsi sedurre lentamente dall’eleganza che trasuda da ogni brano. Se sei intento a fare altro mentre il disco gira nel tuo lettore potresti perderti i piccoli dettagli che fanno di questa tela sonora un ricamo a tinte scure, un tessuto soffice da cui farsi avvolgere la sera accanto al camino. La band del livornese Gianluca Maria Sorace ci ricorda che in Italia non si fa soltanto del pop artigianale allo zucchero filato, ma si possono ampliare gli orizzonti con un respiro internazionale che spesso noi dimentichiamo. Quindi niente canzoni rinchiuse tra le quattro mura domestiche di una cameretta a bassa fedeltà, ecco venir fuori un noir-pop impreziosito da inserti di archi (soprattutto violino e viola), da una tromba malinconica e molte note di pianoforte. In questi solchi vive un suono ricco che non si fa barocchismo carico di sovraincisioni, si ergono degli arrangiamenti sinuosi che ricordano il Nick Cave più riflessivo o anche il Neil Hannon (Divine Comedy) solista. Ad arricchirne ulteriormente i contenuti contribuisce il testo e la voce di Dan Fante (figlio di John, proprio lui) nella traccia di apertura e la voce di Lara Martelli in We fall, brano condito da una alternanza di voci maschile-femminile. Una proposta assolutamente affascinante in cui è necessario sprofondare lentamente e con attenzione, anche perché il valore (morale) aggiunto è sapere che il progetto è tutto italiano.
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