27 febbraio 2008

The Shaky Hands:The Shaky Hands (Memphis Industries)

the shaky handsL’abito non fa il monaco, su questo non ci piove, ma a volte il nome e la copertina fanno una band. Vi fate chiamare The Shaky Hands, mettete in copertina un poco di prato, vi mascherate da vegetazione psichedelica (o almeno qualcosa di simile) e mi rendete il gioco troppo facile. Punto i miei dieci euro prima di ascoltarvi, mi gioco questa piccola fortuna sulla possibilità di imbattermi in un disco di indiepop più o meno gioioso e twee. E vinco, stupido io ad aver puntato così poco. E solo che a volte vorrei che certe piccole cose date per ovvie mi sorprendessero positivamente. Non male comunque questo debutto omonimo. Ci sono le canzoni, i ritornelli, qualche “trallalà”, le chitarre vintage e la voce leggermente sbilenca. Molto innocuo ma fatto bene. Ne sentivo il bisogno? La risposta è negativa. Se ne sentiva il bisogno in generale? Ovviamente men che meno. Ma è la bulimia produttiva dell’era del lo-fi a regalarci vagonate di dischi carini e indistinguibili tra loro. Ora che ci penso esiste una band che certe cose le fa meglio: i Page France. Qualora non li conosceste allora dovreste proprio procurarvi il loro debutto come i’m a lion, se decideste di ignorarli allora potete anche fondarvi su questo dischetto. Probabilmente vi divertirete e resterete conquistati dalle fresche melodie che friggono nelle loro tiepide padelle. Io forse ne ho ascoltati troppi di dischi così. Oppure è soltanto che devo imparare a giocarmi qualcosa di più la prossima volta.

Visita il sito della Menphis Industries

Sachiel si perde costantemente nelle stagioni di passaggio — Visita il suo profilo

Articoli correlati

Archivi

wordpress visitors