Micevice: Experiments On The Duration Of Love (MyHoney)
Come un’ ombra sinuosa di donna che si muove in controluce. O meglio, come una nebbia fumosa che attraversa una strada poco illuminata. Luci gialle e tenui ad intermittenza col buio della sera, pensieri al rallentatore ed uno sguardo stanco alla fine del giorno. Alla My Honey per una volta tanto accantonano la dolcezza del miele e i colori sgargianti del pop, si vestono per la sera che incombe e ripescano il primo disco dei Micevice di Giovanni Ferrario, registrato nel 1998 e ad oggi impossibile da reperire. E hanno fatto bene, perché certe cose invecchiano bene, anzi, non invecchiano per niente. Uno slow-core che soltanto di rado si concede qualche svisata più acida e blues, il tocco sapiente della produzione di Hugo Race, dei brani di assoluto fascino e spessore, colpevolmente dimenticati fino ad oggi. Questo lavoro può tranquillamente definirsi “trasversalmente bello”, perchè senza essere troppo complicato articola un linguaggio melodico di fascino assoluto, inserendolo in soluzioni sicuramente poco canoniche pur rispettando la forma canzone. Praticamente, in piccolo, ciò che fecero i Velvet Underground qualche decennio fa. Certo di dischi simili se ne sono ascoltati tanti, e probabilmente un piccolo sforzo di contestualizzazione temporale ci vuole: anche se ne possiamo usufruire soltanto adesso, i Micevice a certe cose sono arrivati prima di molti. In definitiva una splendida (ri)scoperta di un disco ingiustamente finito sotto naftlaina nell’ultimo decennio. Complimenti ai ragazzi della MyHoney e alla loro lungimiranza. Tanto lo sappiamo già, il miele ben presto tornerà a bussare alla loro porta.
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