Ivano Rebustini: Specchi opposti – Lucio Battisti. Gli Anni con Panella (Arcana Songbook)
Tanto vale arrivare subito al punto e dire che un libro sottotitolato “Lucio Battisti. Gli anni con Panella” non poteva probabilmente essere scritto, dal momento che gli anni con Panella sono stati per il cantautore laziale anche gli anni dell’annichilimento della sua dimensione pubblica e questo comporta in un certo senso la rinuncia alla componente cronachistica del saggio. Una componente non trascurabile nel contesto della letteratura musicale visto che è quella che meglio si concilia con il gesto della scrittura e che riesce in parte a ripianare il territorio impervio rappresentato dallo scrivere di musica. L’autore non sembra però porsi il problema e sceglie di lavorare a un saggio costruito sull’ascolto approfondito della musica e delle parole dei dischi del Battisti “panelliano” (Don Giovanni, L’apparenza, La sposa occidentale, Cosa Succederà Alla Ragazza, Hegel). In realtà il libro si apre con un ampio e accurato saggio di Luca Bernini su E già, disco transitorio e “spaiato”, successivo alla separazione da Mogol e precedente all’arrivo di Pasquale Panella, che scopriamo essere il primo disco della storia della musica italiana prodotto con una strumentazione interamente elettronica. Questo potrebbe in parte contribuire a sostenere la teoria, inesatta ma largamente condivisa, di un Battisti post-mogoliano unicamente votato alla sperimentazione di orizzonti musicali inesplorati, mentre come sottolinea giustamente Ivano Rebustini, l’ascolto di questi ultimi sei dischi fotografa un musicista che prova semplicemente a collocarsi nel proprio tempo, non un precursore di scenari sonori futuri ma un attento osservatore dell’evoluzione ritmica e tecnologica in atto in quegli anni. In un contesto come quello italiano, in cui lo stato della musica leggera continua a mostrare con orgoglio un ritardo ventennale nei confronti di quello che suona in giro per il resto del mondo, una scelta di questo tipo è bastata a decretare la sostanziale emarginazione artistica di Battisti proprio nel momento di massima espressione del suo genio pop.
La decisione di far ruotare il libro intorno alla trascrizione e al commento dei testi di Panella, da una parte costringe all’esperienza urticante di leggere dei testi che conosciamo per come sono stati cantati e che invece “letti nel pensiero” tendono a stonare (e urticanti risultano anche i tentativi di interpretazione di testi che non sono stati scritti per essere approcciati testualmente ma sensorialmente, come se l’ascolto in qualche modo ne precludesse la lettura). D’altra parte però un libro come questo, che rischia inevitabilmente di rivelarsi un libro sul Panella battistiano e non viceversa, aiuta a comprendere come sia stata in gran parte la sostanziale non-cantabilità di questi testi a costringere Battisti a ricercare nuovi dispositivi metrici per adattare la forma canzone a una struttura testuale radicalmente poetica (i testi di Mogol, oltre a essere decisamente meno interessanti, erano orientati verso la narrativa). La complessità lessicale, semantica e metrica che scaturisce dai testi di Panella ha probabilmente finito per legarsi alla ristrutturazione ritmica del suono di Battisti e soprattutto ha permesso a quest’ultimo di nascondere più a fondo le epifanie melodiche del suo cantato, che in questa nuova forma della canzone perdono ogni prevedibilità e sono finalmente libere da un sovraccarico narrativo che non competeva loro.
Sui dischi dei Pulp campeggiava sempre la scritta “Please Do Not Read the Lyrics While Listening the Recordings”. In effetti la lettura e interpretazione di questi testi fatica ad aggiungere qualcosa all’esperienza (doverosa) dell’ascolto delle canzoni di cui sono parte, ma Specchi opposti risponde comunque alla necessità di esplorare un oggetto troppo affascinante e troppo enigmatico per essere contemplato da lontano, anche se inevitabilmente lontani e taciturni sono i protagonisti di questa storia (affermazione parzialmente smentita dalla bellissima intervista finale a Pasquale Panella).



