My Awesome Mixtape + A Boy With Glasses live @ Lian Club (Roma, 1/12/2007)
A Roma piove da giorni.
Il quartiere di S. Lorenzo è come al solito straripante di piercing e frange e birre che riempiono i marciapiedi bagnati e luccicanti di lampioni.
Troviamo il Lian Club nascosto tra le viuzze di portoni e pizzerie veraci sempre popolate. Una sbirciata alle vetrate da fuori e si capisce che l’atmosfera all’interno è decisamente delle migliori. Bella gente, bella musica, bei divani.
Il tempo di prendere una birra e salutare un paio di facce che occupa il palco un ragazzo mingherlino e occhialuto, conosciuto sulla rete come A boy with glasses. Imbraccia la sua chitarra e in poco più di mezz’ora spara sulla piccola folla raccolta intorno i suoi piccoli proiettili pop con tanta bravura quanta goffagine, con quel piglio da Beatles in salsa italica che neanche a farlo apposta ricorda i Le Man Avec Les Lunettes in una sessione particolarmente low-fi. Dopo un pezzo suonato in duo con un pinguino di peluche, A boy with glasses termina la sua esibizione inciampando su parole e ritmi, quasi soffiando dalla sua riservata persona nuvolette di geekness e do it yourself. Delizioso.
Ancora inebriati dalle delicate melodie pop del ragazzo occhialuto vediamo il numeroso collettivo dei My Awesome Mixtape salire sul piccolo palco del Lian e prendere posizione. Ci si allarga il cuore a vedere tanta gioventù allegra, talentuosa e con un sacco di voglia di fare. Sembra quasi che si pongano davanti il pubblico saltellante come se fosse l’ultimo concerto della loro vita, col sorriso sulla faccia e l’energia di chi è contento di essere li in quel momento. La loro elettronichina fragile si propaga in tutto il locale facendo sussultare il sangue di bassi martellanti e parole un pò aspre che pizzicano dentro nei piccoli fallimenti di tutti. Cori sincopati intrecciati di beat e tastiere urlano di minute disfatte sentimentali, ricordi di bei momenti ormai sfumati via e partenze in treno, il tutto addolcito da trombe e violini che tingono i live di una piacevolissima orecchiabilità pop. L’adrenalina si tocca con le dita e tutti sorridono divertiti, alla fine c’è anche il tempo per un bis dell’ormai celebre Diderot suonata battendo mani e piedi, coi palloncini fluttuanti in sala e i pensieri che allegeriti volano via parola dopo parola.
Armati di spillette a cuore e poesiole elettroniche questi ventenni sembrano proprio conquistare tutti, altro che disfatta di Waterloo.

