Talibam!:
Ordination of the Globetrotting Conscripts
Dopo un discreto numero di cd-r, Ordination of the Globetrotting Conscripts ha visto la luce. Tutti paiono trovarsi d’accordo nell’affemare che i Talibam! non avevano mai raggiunto simili vette.
Ascoltando quest’album ci limitiamo ad annuire sommessamente, con un sorriso sbilenco stampato sulla faccia. Restiamo immobili e lasciamo che il rumore ci ricopra.
I Talibam! sono una band di Brooklyn in cui militano l’ex Storm and Stress Kevin Shea, Matt Mottel e Ed Bear. Il frutto del loro lavoro è difficile da incasellare. Laddove crediamo di poter scorgere del free-jazz, troviamo invece del noise, poi ci distraiamo un attimo ed ecco che scopriamo di essere stati abbandonati nel deserto sassoso che si estrende tra post-rock e ambient. Ordination of the Globetrotting Conscripts potrebbe essere visualizzato come un deposito pieno di cataste di oggetti desueti e mobili fracassati, popolato da roditori di ogni genere. Un immondezzaio brulicante di vita.
Lo ascoltiamo più e più volte, terrorizzando vicini di casa e animali domestici. Contempliamo estasiati le sue folli ed istabili architetture free. Laddove un pensionato amante delle bestemmie vedrebbe solo i segni lasciati da una mano demoniaca, noi non possiamo fare a meno di apprezzare la sprezzante originalità di Kevin Shea, che con la sua batteria è in grado produrre assemblaggi sonori e claustrofobiche digressioni che per per certi versi ricordano le esplosioni tragicomiche degli Hella.
Un free-jazz che si interseca con il noise, dunque, ma che serba sotto innumerevoli stratificazioni sonori una fuggevole anima pop, come testimonia la briosa Rambo’s Passeggiata.
Uno slancio vitale per i più tradizionalisti che rende ancor più godibile un album già di per sé originalissimo. Correte dunque presso il vostro rivenditore di fiducia e procuratevene una copia, poiché Ordination of the Globetrotting Conscripts è senza dubbio uno dei dischi più significativi dell’anno corrente.
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