Morgan live @ Auditorium Parco della Musica (Roma, 30/10/07)
Che Morgan fosse un personaggio eclettico, questo lo avevamo intuito un po’ tutti. Di sicuro però pochi degli spettatori dello scorso concerto romano si sarebbero aspettati l’exploit elettronico di synth, theremin e drum machine che Morgan e il suo fedele compagno Daniele “Megahertz” Dupuis hanno sparato nell’aria della Sala Sinopoli sepolti sotto una quantità impressionante di cavi e manopoline.
È la terza tappa del nuovo BioElectric tour e al centro del palco si stagliano come dei macigni due postazioni affollate di macchinari; si contano circa otto tastiere di ogni fattura e dimensione, sintetizzatori, computer, centraline a controllo voltaico, drum machines, un glockenspiel, un theremin e chissà cos’altro ancora. Di certo un armamentario insolito per la presentazione di un disco, Da a ad a, che unanimemente è stato reputato un lavoro estremamente orchestrale e barocco, e che è stato invece riproposto in chiave essenzialmente psichedelica e trasfigurato in versione elettronica.
Dopo la lunga introduzione electro dance che ha significato per il pubblico la perdita di ogni speranza di vederlo impegnato in romantiche esibizioni pianoforte e voce, Morgan ha invece proposto diversi dei pezzi dei Bluvertigo (tra gli altri Zero, Decadenza e La Crisi) con l’entusiasmo di inni carichi di significati e ricordi che il pubblico non particolarmente numeroso ha accolto con altrettanto furore e trasporto dalle poltroncine rosse dell’Auditorium. Arrivati dopo poco all’esibizione dei pezzi dell’ultimo acclamato album, l’atmosfera è gia calda e il pubblico ben disposto ad altre bizzarrie strumentali. Morgan lo intrattiene con la sua irriverenza ed il suo fare da pagliaccio chic: indossa occhiali improbabili e suona strumenti buffi mentre offre bicchieri di vino ai fortunati delle prime file, si concede a dediche di compleanno collettive e a scambi ironici con la sua insostituibile spalla Megahertz.
Una volta ripresa l’esibizione però non perde tempo in chiacchiere e fa sfoggio di tutta la sua argenteria musicale, scintillante del suo particolare stile pianistico e della sua sorprendente capacità di rincorrere le note da una tastiera all’altra secondo gli umori del momento e del carattere più intimo del verso, in quella che si direbbe fantasiosamente un’esecuzione tentacolare delle sue più recenti composizioni, da Amore Assurdo a Da a ad A.
Dopo alcuni pezzi estratti dal precedente album Le canzoni dell’appartamento e subitanee improvvisazioni di canzoncine in omaggio alle donne brutte, Morgan saluta sorridendo al pubblico che sembra chiedere un bis prima ancora dell’effettiva fine del concerto.
Solo dopo decine di minuti di applausi e urla torna alla sua postazione per regalare un ultimo pezzo, per poi ri-uscire di scena in braccio al suo compagno, stavolta senza scarpe e in smoking dorato.

