Interviste Privatissime: Emidio Clementi
Giovedì 15 novembre, sul palco del Locomotiv di Bologna si esibiscono Emidio Clementi e Dustin O’Halloran all’interno della rassegna Collateral. Sarà una perfomance esclusiva dove il pianoforte del compositore americano accompagnerà le parole di Clementi. Dustin -per chi non lo conoscesse- è noto sia per i Devics che per la sua produzione “piano-solo” che lo ha portato a prestigiose collaborazioni come quella con Sofia Coppola. Emidio Clementi è una persona a cui sono legato. E’ un mio riferimento, sia musicale che letterario. E credetemi, visti i tempi che corrono, quelli come lui sono merce rara. Molto rara. Da qualche anno siamo anche amici e quindi non posso soffermarmi troppo sull’enumerazione delle sue qualità perché cadrei in conflitto d’interessi. In occasione della data bolognese facciamo per tanto due chiacchiere informali sui suoi vari progetti. E’ appena tornato da San Francisco dove ha partecipato all’International Poetry Festival. Sta uscendo il suo nuovo libro. Nel frattempo è anche diventato padre. Tante cose di cui parlare.
Emidio Clementi, musicista, scrittore, poeta, opinionista, giornalista. Da anni ti cimenti in differenti attività con ottimi risultati. E’ atteso il tuo prossimo romanzo su Rizzoli, sei di ritorno dall’america dove hai partecipato al “San Francisco International Poetry Festival”, so di un cd -di prossima uscita- contenente il reading che hai presentato nei mesi scorsi insieme a Massimo Carozzi. In questa marea di attività sembri districarti con molta naturalezza. La domanda è per tanto questa: in che che ruolo ti senti maggiormente a tuo agio ma soprattutto sulla carta d’identità che hai scritto alla voce professione?
Sulla mia carta d’identità c’è scritto ’scrittore’ e alla fine, se guardi, tutto ciò che faccio è legato in qualche maniera alla scrittura, anche se è stata la musica per prima a darmi visibilità.
A Bologna inauguri la rassegna Collateral. Ripeterai un’esperienza simile a Carpi con Hauschka (il 7 dicembre) all’interno della rassegna Control + C. Hai partecipato al Festival di San Francisco come poeta, autore, musicista. Sei in giro con Manuel Agnelli e il progetto “Bombay Tapes”. Vuoi riassumerci lo stato dell’arte di tutti i tuoi progetti? Aspettative, desideri, timori?
Timori ci sono sempre, più forti delle aspettative. Lo sai anche tu, lavorare a lungo su un progetto non ti dà la certezza che quello che stai facendo abbia valore. Spesso si cercano strade nuove e non sempre si sa dove ci portano. Le solite paranoie di chi lavora con la creatività. Insicurezze noiosissime per chi ci sta accanto, ma che pure esistono e con cui –almeno io, combatto quasi quotidianamente. Al di là di questo sto terminando il romanzo che, se tutto va bene, uscirà a maggio di quest’anno. Ho un disco in preparazione, di cui mancano solo i testi. Mentre per quanto riguarda Bombay Tapes c’è l’idea di entrare in studio anche lì, ma nessuno sa ancora quando. San Francisco è stata un’esperienza bellissima e prestigiosa. Mi hai visto su You-Tube che eleganza?
A questo punto ti tocca una domanda fastidiosa. Capitolo “Massimo Volume”. Siete stati una band seminale nella musica alternativa italiana. Più passano gli anni più si consolida questo status. Un trascorso importante che nasconde per te aspetti positivi ma anche delle evidenti complicazioni. Se da un lato ha aiutato l’approdo alla narrativa dall’altro -in veste di musicista- ti propone continuamente il confronto con il curriculum. Qualche anno fa sei uscito con un nuovo progetto “El Muniria” e il disco “Stanza 218″. Io credo sia un buon lavoro, nonostante non sia arrivato al pubblico come i tuoi precedenti lavori con i Massimo Volume. La domanda è questa: Clementi musicista -sempre che sia sua intenzione farlo- come pensa di andare oltre i Massimo Volume? Quali sono i tuoi prossimi progetti che ti vedono impegnato come musicista?
Ti parlavo prima del disco. Fra l’altro visto che ci suona anche Vittoria alla batteria il confronto con i Massimo Volume sarà ancora più sentito che nel caso di El-Muniria. Dire dove si sta andando è sempre molto difficile quando si parla di idee. In tutti i miei progetti l’idea iniziale è sempre stata messa da parte durante il lavoro. Perché è il lavoro stesso che a un certo punto ti guida e a quel punto ricondurre tutto all’idea originale credo sia troppo faticoso e fondamentalmente controproducente. Detto questo sono passati sette anni dall’ultimo disco dei Massimo Volume e, sebbene quell’impronta credo caratterizzerà per sempre il mio modo di fare musica, sono anche convinto che molte cose siano cambiate dentro di me e intorno a me.
La rubrica che scrivo qui si chiama “Rituali privatissimi” e intreccia storie e pensieri a partire dalla musica d’autore. In particolare quella italiana. Ho parlato di Fabrizio De Andrè, Lucio Battisiti prossimamente toccherà a Ornella Vanoni e Gino Paoli e via dicendo. Il mio amore per Ornella è merito di un tua preziosa dritta. Ricordi? Se dovessi nuovamente consigliarmi un autore o un disco da riscoprire cosa mi diresti?
Se vuoi che continui su questo filone vetero-nostrano ti inviterei ad ascoltare senza pregiudizi (ma so che non ne hai) alcune canzoni di Fred Bongusto. Molto eleganti, arrangiate benissimo.
E’ da poco nata la tua prima figlia. L’ultima volta che ci siamo incontrati mi parlavi del tuo desiderio di scrivere alcune fiabe musicate. La cosa m’ha colpito perchè ovviamente è più facile associarti ad un immaginario diverso che a quello casalingo alle prese con pannolini e racconti del cuscino. Ciò nonostante mi sembra di percepire, oltre ad una profonda gioia, un consolidamento dell’Emidio Clementi artista. Immagino scattino dei meccanismi psicologici particolari. Come vivi la tua esperienza di padre in relazione anche alla tua attività?
A volte mi succede, rileggendo una pagina che ho scritto e che mi piace particolarmente, di pensare a quando la leggerà Nina. Vorrei scrivere meglio per avere la sua ammirazione. E’ uno stimolo forte, forse anche un po’ ingenuo se vuoi. Ma che vuoi farci. Ho capito che si diventa molto sentimentali quando si ha un figlio.
(intervista via email. Martedì 13 nov. 2007)



