8 novembre 2007

Club 8: i ragazzi che non smettevano di sognare

http://www.vitaminic.it/uploads/2007/11/club_8.jpgAncora una volta, le morbide canzoni registrate con il microfono appoggiato sul cuscino la domenica mattina dai Club 8 riescono a trovare il modo di tenerci compagnia. Eppure sono passati quasi quattro anni dall’ultima prova del duo svedese, e qualcuno potrebbe obiettare che poco è cambiato nella loro formula musicale, erede di quella di Saint Etienne e dei primi Cardigans, e cugina di quella dei Pipas.
Non è del tutto vero: il fresco pop smithisiano di When I Come Around, le percussioni calde alla Peter Bjorn & John del singolo Heaven, la ritmica alla Pet Shop Boys di Sometimes, il piglio sbarazzino da Belle & Sebastian di Football Kids rendono il quadro d’insieme ricco a sufficienza.
Perché ammettiamolo: quello che conta, alla fine, in un disco dei Club 8 è ritrovare la voce sussurrata di Karolina Komstedt, quella della tua prima ragazza che si è appena presa il raffreddore e che tu hai voglia di abbracciare.
Ad accompagnarla, come sempre, c’è Johan Angergård, fondatore della storica etichetta Labrador. In questi anni Johan ha lavorato anche ad altri progetti, come Acid House Kings e The Legends, ma ben poco di queste esperienze ha influito sulla musica del duo. Sembra che nulla riesca a scalfire l’idea di bellezza nobile e imperturbabile della malinconica musica dei Club 8. Che il titolo del loro ultimo album, lo stesso di una vecchia canzone dei leggendari Television Personalities, si riferisca proprio a quello?

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